L'Opinione

La Noia è noiosa, molto meglio fare polemica

Questa noia, questo senso di pigrizia che ci prende a fine giornata e che ci fa avere solo voglia di stare sprofondati nei nostri divani di casa e di accendere la televisione, anche quest’anno, ci ha spinti a guardare il tanto amato e odiato festival di Sanremo.
Che sia per piacere personale o per pura curiosità, tutti o quasi lo abbiamo visto.
Molti temerari sono rimasti svegli fino a notte fonda pur di non perdere nemmeno una canzone, sorge il dubbio che forse soffrano di insonnia…o forse è proprio perché ci si vuole immergere in questa sensazione di apatia per alleggerire la pesantezza delle nostre giornate di lavoro e per respirare un po’ di quella serenità che ci manca tanto nella quotidianità.
Ma noi non siamo mica abituati a tutta questa Noia!
Avrebbe potuto essere un momento per riflettere su noi stessi in modo da affrontare con leggerezza ma non con superficialità le nostre esistenze, così come suggerito dalla bella canzone di Angelina Mango vincitrice al festival di Sanremo.
E, invece no, abbiamo lanciato dal balcone questa opportunità e non abbiamo trovato di meglio che riempire questa nostra noia di infinite e inutili polemiche che abbiamo alimentato come palloncini gonfiabili fino a che non ci sono esplosi addosso.
Invece di godere dei ritmi musicali e di interiorizzare i testi delle canzoni, infiammati dal sacro fuoco che solo il delirio di onnipotenza conferisce, ci siamo trasformati in bestie selvagge sempre pronte ad aggredire. Le melodie sono diventate suoni lontani, di un altro mondo, e noi abbiamo trasformato la nostra noia in una rabbia ossessiva contro chiunque e abbiamo crocifisso sull’altare delle nostre martellanti polemiche ogni gesto compiuto, ogni parola detta.
Dall’alto di immaginari piedistalli di giudici supremi, ci siamo proclamati difensori della verità, non si capisce bene quale e di chi, ci siamo focalizzati solo su determinate frasi e le abbiamo ingigantite fino a farle diventare un affare di stato.
E siamo stati bravissimi!
Anni di duro praticantato sui social ci hanno conferito la laurea nella manipolazione della realtà!
Portatori della luce rivelata, abbiamo scolpito sui social, con la solita violenza verbale di cui andiamo tanto fieri, i nostri giudizi insindacabili e non abbiamo esitato mai.
Noi siamo i cavalieri incontrastati della libertà di pensiero, salvo poi negarla sistematicamente nei confronti di chi osa contraddirci.
In effetti la Noia è noiosa!
Molto meglio la polemica, è eccitante e inebriante, magari incoraggiati dalle testate giornalistiche che non hanno sprecato occasione di attribuire un colore politico a ogni respiro emesso in modo da inasprire ulteriormente il sacro fuoco della polemica.
Ed è inutile negarlo, fare polemica è la nostra vera passione, l’unica che ci gratifica e che ci fa sentire vivi come se non avessimo altra via per affermarci se non quella di contestare tutto e tutti.
Distruggere invece di costruire, per risorgere fieri dalle ceneri che abbiamo generato.
Più che raccoglierci nella nostra noia, preferiamo di gran lunga il brivido perverso che ci dà la polemica. Su di essa concentriamo tutte le nostre energie, ma soprattutto le nostre frustrazioni quotidiane che, puntualmente si trasformano in violente discussioni che alla fine si rivelano solo arbitrarie imposizioni personali condite da insulti e prevaricazione verbale.
Certo è anche vero che, nella nostra stramba e ironica contraddizione, in questo Sanremo, siamo stati capaci di commuoverci di fronte alle testimonianze di chi è riuscito a bucare la fitta nebbia di indifferenza di cui siamo ricoperti, ma è durato un attimo.
Le toccanti parole della mamma di Giò Giò e del maestro Allevi ci hanno infervorato di un amore così incontenibile che abbiamo dovuto riversarlo nei nostri commenti come un fiume in piena.
Poco importa se poi non abbiamo capito niente del messaggio che si voleva far arrivare, l’importante è essersi mostrati empatici e poi, riprendere a vomitare odio gratuito contro chiunque non ci piaccia.
In effetti sarebbe stato troppo faticoso e complicato riflettere sull’essenzialità della vita come suggerito dal maestro Allevi o sui nostri errati rapporti di potere che ci rendono solo animali umani come sottolineato da una bravissima Teresa Mannino o, ancora, su che cosa significhi amare veramente l’altro per evitare di cadere in una relazione tossica e possessiva come proposto dai ragazzi della fiction “Mare Fuori” che hanno recitato un testo dello scrittore Matteo Bussola.
Sarebbe stato un impegno gravoso che avrebbe sfiancato le nostre energie, molto più semplice dedicarsi alle polemiche, quelle sì che ci danno una soddisfazione immediata!
E adesso che le luci del Festival si sono spente abbiamo già dimenticato le canzoni, ma non le polemiche che continueranno ad accompagnarci e a riempire il vuoto della nostra inutile noia.

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