Un libro da raccontare

L’arte della lentezza di Veronique Aiache

Lo stress non è altro che la sottomissione volontaria a obblighi imposti da altri.”.

Gli esseri umani intrattengono un rapporto molto complesso con il tempo. Ci si lamenta della vita frenetica, dello stress continuo che il lavoro, la famiglia e il passatempo esercitano sui singoli individui. L’urgenza regna sovrana su tutto. “Da un lato c’è l’urgenza che ciascuno si sceglie, dettata dall’irrefrenabile bisogno di non sprecare nemmeno un attimo, con il pretesto che il tempo perso non torna più. Dall’altro, quella che si subisce, imposta dalla società moderna con la sua costante richiesta di rendimento, performance e doveri. (…) Farsi ossessionare dall’orologio in maniera patologica significa puntare sulla quantità a scapito della qualità, nonché privare il corpo e la mente del riposo necessario per paura di sprecare tempo. È quindi indispensabile trovare un modo per sottrarci all’urgenza, per imparare a rallentare concedendoci il tempo di cambiare.”.

Il libro distingue tra tempo e durata, tra il tempo segnato dall’orologio e dagli strumenti meccanici e la durata che è invece una dimensione della coscienza. La percezione varia nel corso della vita e in base alle esperienze. Una cosa è certa: la vita dell’uomo ipertecnologico è una costante accelerazione del tempo. Inoltre, la molteplicità delle attività in cui è coinvolto ogni singolo individuo spesso porta o a sprecare tempo o a destinare parte della giornata ad attività inutili o contrari al benessere. “Non c’è più nulla di soffocante per l’individuo che sentirsi obbligato (…) a scappare (…) a causa di scelte altrui”. “Lo stress non è altro che la sottomissione volontaria a obblighi imposti da altri.”. E questo stato porta all’ansia, al cattivo impiego del tempo, all’esaurimento nervoso o burning out.

L’autrice propone una via per “trovare il tempo per sé in un mondo sempre in corsa”: rallentare e riprendersi i propri spazi e i propri tempi. È un interessante itinerario con cui ogni individuo può imparare a respirare, poi a meditare, a camminare, a riscoprire la Natura e gli altri e anche a conoscere una nuova dimensione nel lavoro e nella sessualità.

Il tema del tempo e della terapia dell’anima è stato al centro della riflessione di molti filosofi e intellettuali sin dall’antichità. Uno dei più grandi è stato sicuramente Seneca che ha dedicato pagine splendide al tempo e alla brevità della vita. Questo filosofo romano vissuto ai tempi dell’imperatore Nerone può essere considerato forse l’iniziatore della riflessione sulla coscienza e sul tempo. Veronique Aiache ha ben interpretato questa antica e nobile tradizione di pensiero e dimostra di saperla collegare ed applicare in modo originale  alla vita dell’uomo iper-tecnologico e iper-connesso della società del web.

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