Giugno 16, 2026 20:52

Francesca M. Lo Faro

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Presentato il libro “Massoneria e fascismo” di Fulvio Conti

Fulvio Conti, ordinario nell’Università degli Studi di Firenze ed autore di interessanti e ben documentati saggi di storia sociale e politica, ha presentato al Palazzo della Cultura il suo “Massoneria e fascismo – Dalla Grande Guerra alla messa al bando delle logge”, libro che affronta le vicende storiche dei dieci anni compresi tra il Primo conflitto mondiale (1915-1918) e l’avvento del fascismo (1922) sino al 1925 quando la massoneria fu messa fuori legge e divenne clandestina.
Con Fulvio Conti hanno dialogato il giornalista Giovanni Iozzia e lo storico Enrico Iachello: la conversazione a tre voci ha espresso diversi punti di vista, con riflessioni non riconducibili ad interpretazioni univoche, come è giusto che sia riguardo un tema complesso qual è il rapporto fra massoneria e fascismo. All’incontro, moderato da Gulietta Irene Gionfriddo, ha partecipato Amanda Succi, responsabile delle Relazioni Istituzionali della GLdI per la Sicilia, che ha cercato di sfatare un luogo comune sulla massoneria, considerata dai più come setta misteriosa ed associata alla categoria del complotto.
Fulvio Conti ha il merito di aver inserito nell’alveo della storia d’Italia le vicende della massoneria o, come sarebbe più corretto scrivere, delle massonerie, giacché negli anni presi in esame esistevano due obbedienze: il Grande Oriente d’Italia (GOI – Palazzo Giustiniani) e la Grande Loggia d’Italia (GLdI ALAM) con differenti orientamenti nei confronti degli ideali fascisti. Mentre infatti il GOI, dopo aver guardato con una certa simpatia ai primi passi del fascismo, optò per una linea di ferma opposizione, la GLdI lo appoggiò senza alcun tentennamento. Nell’ottobre 1922, nei giorni immediatamente precedenti la Marcia su Roma, Raoul Palermi, capo del GldI, incontrò Mussolini e gli garantì il pieno sostegno economico e politico dell’istituzione da lui diretta, adoperandosi in particolare per orientare a suo favore taluni ambienti militari vicini alla corte.
La convinta adesione agli ideali fascisti di una parte della massoneria è comprovata dai documenti. Importanti quelli appartenuti a Domizio Torrigiani (Gran maestro del GOI dal 1919 al 1925), che gli eredi hanno donato all’Istituto storico della Resistenza in Toscana. Da questo fondo archivistico, consultato da Fulvio Conti, emerge il contesto storico, politico e sociale di quegli anni, mentre lo scenario vedeva le masse diventare protagoniste della storia nazionale con i partiti incompatibili, se non apertamente avversari, alla massoneria, come il PSI e il cattolici del PP di don Sturzo.
Con un criterio interpretativo robusto, Fulvio Conti, offre una panoramica dettagliata delle tensioni, delle alleanze e delle persecuzioni che hanno caratterizzato il decennio anteriore al 1925, senza tralasciare di citare lo spauracchio “rosso”, che accomunava fascisti e massoni. Per la redazione del suo saggio, lo storico si è anche avvalso delle nuove tecnologie offerte dalla AI per il riconoscimento facciale. Con software e applicazioni, che utilizzano algoritmi per identificare i volti, ha dato un nome ai personaggi effigiati nelle foto storiche e nei filmati dell’Istituto Luce.

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