L'OpinionePolitica

Dieci obiettivi per fare Centro

Da Nord a Sud, e Isole soprattutto (altro che “comprese”), è partita la sfida a recuperare l’elettorato che una volta votava Democrazia Cristiana e poi, con la diaspora, Lega al Nord e Forza Italia al Sud e che, da ultimo, è parcheggiato nel non voto.
Trattandosi di un elettorato ben diverso da quello uscito dalla Seconda Guerra Mondiale, tuttavia con la stessa esigenza di garantirsi un dignitoso presente e soprattutto il futuro, è impensabile di recuperarlo solo con la riproposizione di un simbolo e di una denominazione; ovvero, pare insufficiente a fronte della pessima immagine consegnata alla storia da mani pulite.
Piuttosto che pensare di recuperarlo, appare indispensabile coinvolgerlo nella sfida più grande: riaffermare e attuare i valori di sempre in chiave contemporanea e nel giusto equilibrio tra vecchio e nuovo, dovuto e possibile, indefettibile e dispensabile.
Al di là degli specifici impegni congressuali delle formazioni politiche che puntano ad attrarre l’elettorato in questione, mi pare che maggiori possibilità di vincere la sfida le abbia chi ha le idee più chiare.
Avere le idee chiare vuol dire puntare principalmente a coinvolgere gli elettori nella concreta possibilità, tramite i propri “eletti”, di ridare un senso alla partecipazione democratica; di ridurre se non eliminare il potere di decidere sulle competenze amministrative facendole oggetto di scambio elettorale, di restituire ai consessi istituzionali il ruolo e la dignità di piccoli o grandi parlamenti, dopo tanti anni di gestione quasi condominiale.
Provando a sintetizzare, i Cives andrebbero coinvolti nella sfida di raggiungere i seguenti obiettivi:
1. Sistema elettorale proporzionale generalizzato.
2. Reintroduzione della preferenza laddove non sia concesso esprimerla.
3. Abolizione di ogni forma di elezione diretta attuale e introduzione dell’elezione diretta esclusivamente dei presidenti dei consessi: da quello comunale a quello regionale e parlamentare.
4. Decadenza dall’elezione in caso di abbandono del gruppo politico di appartenenza. Divieto all’eletto di divenire amministratore nella stessa legislatura.
5. Introduzione del superamento di un master in scienze politiche per la convalida dell’elezione.
6. Introduzione di garanzie e controlli nella vita associativa dei partiti.
7. Destinazione di immobili pubblici e di strutture ad uso gratuito per i partiti politici.
8. Destinazione esclusiva e gratuita di canali tv o social all’informazione e divulgazione politica.
9. Regolarizzazione della comunicazione istituzionale e politica.
10. Primarie interne ai partiti nella scelta dei candidati.
Forse è l’acqua calda. Ma sempre acqua è e come tale non se ne può fare a meno.

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