ArteL'Intervista

Sebastiano Caldarella: un giovane pittore contemporaneo con lo sguardo al barocco e al neoclassico

Sebastiano nasce ad Avola nel ’94 e il talento per il disegno, in precoce età, lo indirizzano agli studi d’arte. Dopo il diploma, si perfeziona a Firenze, lavorando in una bottega di stile rinascimentale, dove approfondisce ancora di più le diverse tecniche di disegno, ed in particolare la pittura ad Olio su tavola. Ritornato in Sicilia, a ventitré anni espone le sue opere in occasione della sua prima personale nei Bassi Di Palazzo Nicolaci a Noto, mostra curata dal Prof. Michele Romano.

Il suo lavoro è frutto di una meticolosa ricerca figurativa che si pone in linea con la tradizione del realismo italiano, e riprende tratti di opere del passato, rivelando una grande passione per la pittura Barocca. Le sue opere vendono realizzate spaziando fra varie tecniche tradizionali come la grafite o la pittura ad Olio su tela. E raccontano sempre delle storie, variando tra scene di vita quotidiana, o i Santi immortalati nell’atto di una riflessione intima e struggente col proprio io, con la propria anima. Nella sua ricerca Caldarella tenta di fermare l’attimo sospendendolo fra desiderio e speranza per renderlo indelebile e immortale¸ entra in punta di piedi nelle pieghe dell’anima, tentando di avvicinarsi sempre di più alla comprensione del senso della vita. Ha collaborato con diverse gallerie d’arte ed esposto in molteplici collettive di pittura, entrando a far parte di diverse collezioni private importanti. Nell’ultimo anno ha lavorato anche su commissione, dividendosi fra Palermo e la sua città d’origine.

Ciao Sebastiano, l’amore per l’arte classica ti ha portato ad approfondire diverse tecniche pittoriche appartenenti ad un remoto passato. Che valore hanno avuto per te queste preziose conoscenze e come le hai tradotte ed interpretate realizzando le tue opere?

Ciao Davide, il mio approccio con l’arte classica, fin da bambino è stato un amore a prima vista: ho tanti bei ricordi di me ragazzino, mentre cerco di convincere mia mamma ad andare per musei o a cercare mostre in giro per la città. Alle scuole medie mi affascinavano le immagini del libro di storia dell’arte, di cui divoravo le pagine assiduamente e m’incuriosiva tanto la capacità degli uomini di realizzare grandi capolavori. Fu in quel periodo che nacque la mia passione per l’arte classica e la decisione di realizzare anche io in futuro delle opere d’arte. Finito il liceo ho studiato pittura a Firenze, splendida città, in cui ho potuto ripercorrere la via degli antichi maestri del passato, aggiungendo valore alle mie conoscenze e al mio lavoro, soprattutto dal punto di vista tecnico. Il periodo passato a Firenze è stato per me fonte di ispirazione e mi ha permesso di allargare gli orizzonti. Credo che lo spirito degli artisti antichi si incarni attraverso le loro opere fino ad arrivare a tutti noi. I grandi scenari dipinti dai grandi maestri hanno certamente influenzato la creazione delle mie tele, sia nello stile, sia nelle tematiche affrontate, ma ciò che mi ispira maggiormente è la vita quotidiana, ciò che mi circonda e che osservo, partendo dalle piccole cose, poco evidenti, che un occhio distratto non percepisce. Rimango comunque legato con la memoria al fascino e alle atmosfere artistiche del passato.

Quindi si può riuscire ad avere uno stile classico e sentirsi allo stesso tempo autori stilisticamente contemporanei?

Certo che si, ci sono diversi artisti oggi che lo sono. Sin da quando ho iniziato a dipingere ho cercato di essere sempre onesto e sincero nei confronti della mia arte, seguendo lo stile suggerito dalla mia anima. Non ho mai cercato di compiacere il pubblico con una pittura ruffiana, alla moda e, probabilmente, anche più facile da vendere. L’arte non è per tutti, come diceva Manet: “La pittura è una cosa privata; si lavora solo per pochi”. Il mio obiettivo è sempre stato realizzare una pittura eterna, una pittura senza tempo, una pittura che viene dal profondo dell’essere, che trova ispirazione nella vita e nell’esperienza quotidiana.

Oramai hai all’attivo un grande numero di mostre ed esibizioni in cui riscuoti successo. Cosa avvicina la gente alle tue opere e che emozioni vorresti infondere al pubblico che osserva i tuoi quadri?

Credo che la motivazione che avvicina la gente alle mie opere, oltre alla tecnica pittorica, sia la prossimità a ciò che io sono e a ciò che io provo. Credo che questa spontaneità arrivi agli appassionati che seguono con accuratezza il mio lavoro; io cerco di trasmettere emozioni al pubblico, che con occhio curioso osserva le mie opere. Vorrei che i miei dipinti evocassero voglia di introflessione, intima e struggente col proprio Sé. Il mio è un invito a prestare maggiore attenzione ai lati nascosti della vita. Suscitare sensazioni che non si provano tutti i giorni, invitare alla pace e avvicinare alla meditazione, nella speranza che ciò che ho dipinto, rimanga impresso nella mente e anche nell’anima di chi osserva, poiché credo che l’arte abbia il giusto compito di smuovere le coscienze e gli stati d’animo.

Essere siciliano è un valore aggiunto per la tua attività artistica o è un particolare indifferente? Quanto senti il legame con la tua terra e la sua storia?

Essere nato in Sicilia è sicuramente un valore aggiunto. La sicilianità è una caratteristica intrinseca in tanti artisti miei conterranei famosi nel mondo, proprio perché la Sicilia è una terra che suscita emozioni e ispirazione profonda attraverso la cultura e la tradizione. La Sicilia è una terra di sogni e magia che custodisce una straordinaria bellezza e la offre a chi la sa guardare con amore. Le sue coste sono state solcate da tanti popoli e i borghi che la costellano sono fonte naturale d’attrazione ed influenza per tantissimi artisti.  Non a caso la Sicilia è la patria di grandi pittori, poeti, musicisti, scrittori, chef, ecc. Il mio legame con l’isola, lo dico con certezza, non si spezzerà mai.

Emergere non è sempre facile nell’arte e dato che hai lavorato sia su commissione, sia esponendo in galleria, come trovi il rapporto artista/gallerista e artista/committente? In entrambi i casi, mi pare, che non sono sempre rose e fiori…

I rapporti i galleristi e con i committenti, mi hanno dato la possibilità di vivere esperienze lavorative differenti e come accade in tutte le relazioni professionali, non sono sempre rose e fiori! Sicuramente dipende molto dalla persona con cui si ha a che fare, sia che si tratti di un gallerista o di un committente privato poco conta. Il gallerista è una figura professionale che rimane legata sempre ai canali e ai canoni della vendita. Il privato è una figura rilevante poiché conferisce direttamente un incarico all’artista e quest’ultimo dovrà realizzare l’opera, sia rispettando i propri canoni stilistici, sia soddisfacendo il più possibile le esigenze del committente. Dal punto di vista della responsabilità artistica è più complesso lavorare su commissione; infatti, molti pittori non amano questa modalità, in cui è necessario mettere in gioco tutte le proprie doti pittoriche. Certamente può nascere un’amicizia sincera e duratura nel tempo, sia con un gallerista, sia con il proprio committente privato; in questi anni, infatti, ho avuto modo di conoscere, in entrambi gli ambiti, delle persone davvero fantastiche.

Come vedi il tuo futuro artistico? Quali progetti per il futuro?

Spero in un futuro artistico sempre in crescita. Da parte mia cerco in tutti i modi di migliorare ed evolvere, giorno dopo giorno, lavorando con costanza e dedizione. Il mio obiettivo principale è portare avanti la missione di pittore, poiché ogni artista ha una propria missione. Per un artista è importante rivelare i sentimenti reconditi della gente: espandere le menti e i cuori di chi osserva, spalancare loro le finestre su paesaggi nascosti, squarciando i veli che ricoprono la realtà e che non permettono di vedere oltre la superficie…. In questa dimensione, io vivo da sempre la pittura come una sorta di atto di preghiera.

Al momento sto lavorando assiduamente ad una serie di opere destinate alle mie prossime mostre personali, di cui avete presto notizia.

Grazie Sebastiano, ti auguriamo il meglio!

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