Eccellenze

Roma, Laurea Honoris Causa a Mimmo Cuticchio

In occasione delle celebrazioni per il trentennale di Roma 3, giovane ateneo intitolato all’Urbs Aeterna, nell’aula Magna della Facoltà di Lettere si è tenuta la Cerimonia di Conferimento della Laurea Honoris Causa in Teatro, Musica e Danza a Mimmo Cuticchio, insigne esponente contemporaneo della tradizione dei pupari e cuntisti siciliani.
“Un riconoscimento a uno straordinario lavoro popolare che ha fatto conoscere nel mondo questa antica tradizione, innovandola continuamente” ha affermato il Magnifico Rettore, Massimiliano Fiorucci, che alla presenza di importanti figure del calibro di Laura Mattarella, figlia del Presidente della Repubblica, e di Giovanni Grasso, portavoce del Quirinale, ha presieduto alla celebrazione.
Un riconoscimento giunto dopo 50 anni dall’apertura del teatro Cuticchio e 25 anni di apprendistato.
Un apprendistato seguito da giovani appassionati del teatro tradizionale delle marionette siciliane, e negli ultimi anni da storici, ricercatori e insegnanti che, con il maestro puparo, condividono un lavoro di diffusione e conoscenza della memoria storica e dell’identità culturale della Sicilia.
“Quando si vede la baracca con un burattinaio o una struttura del teatro delle Marionette, bisogna fermarsi. Marionette e pupi sono il mezzo comunicativo più antico che abbiamo”, ha aggiunto il noto attore teatrale.
L’arte figurativa, rappresentativa della Sicilia, nei Laboratori Cuticchio è divenuta da anni materia di studio e nel lavoro attento dell’artista, già Premio Ubu alla carriera, una nuova possibilità di rinascita.
“Dietro i burattini c’è un universo di tecniche e saperi. C’è un mondo, siate curiosi di conoscerlo”, ha concluso il maestro in una lectio tra arte e tradizioni, rivolgendosi ai giovani.
Un universo presentato nella mostra fotografica, allestita presso il foyer dell’Aula Magna, intitolata: “Fare i Pupi: il maestro Mimmo Cuticchio all’opera”, per le immagini di Dilio Lambertini, noto fotografo e fratello dell’acclamato regista Lamberto Lambertini.
Una novantina di scatti che raccontano il percorso costruttivo e costitutivo dei pupi.
“Questa mostra nasce un po’ di anni fa – ha spiegato l’artista napoletano –. Il mio intento era di riuscire a ricreare quell’atmosfera da mondo delle meraviglie, mi aveva colpito il racconto di loro che costruiscono questi pupi per uno spettacolo che si chiama ‘O a Palermo o all’inferno’, sulla spedizione dei Mille di Garibaldi. Il pregio di Mimmo è quello di non aver fatto morire il teatro dei pupi, che aveva perso tutto il pubblico popolare, e quindi questa mostra vuole essere un omaggio alla sua arte”.

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