Eccellenze

Ricordo di Angelo Salemi: maestro della Conservazione del Patrimonio Architettonico

Il mondo accademico catanese piange la perdita di un illustre rappresentante, il professore Angelo Salemi, ordinario di Architettura Tecnica, recentemente scomparso. Docente e ricercatore di eccezionale caratura umana e professionale, ha lasciato un’impronta indelebile nel campo della conservazione dei Beni Architettonici, facendo crescere generazioni di studenti della facoltà di ingegneria dell’Università degli Studi di Catania. “Non è il risultato finale che conta, ma il percorso di crescita“, queste erano le parole che il professore Salemi ripeteva instancabilmente ai suoi colleghi e collaboratori, incarnando appieno il suo approccio alla vita e al lavoro. La sua passione per l’insegnamento e la ricerca si traduceva in un costante impegno per la cura del patrimonio costruito.

Salemi ha lasciato un segno tangibile attraverso il lavoro su edifici iconici come Cà Pesaro a Venezia, il palazzo dell’Università a Catania, il municipio e il teatro Garibaldi di Avola, la chiesa di Santa Chiara, la cattedrale di Catania, il collegio dei Gesuiti di Caltagirone, per citarne alcuni. La sua sicurezza nei disegni derivava da una profonda esperienza diretta sul campo, risultato di innumerevoli interventi in più di quarant’anni di attività professionale.

Pioniere nell’applicazione di metodologie non distruttive per lo studio e il recupero architettonico, Salemi ha fondato e diretto l’Osservatorio delle Patologie Edilizie, un laboratorio di ricerca che ha consentito lo sviluppo di strumentazioni innovative e lo scambio con gli enti territoriali.

Egli non era solo un professionista eccezionale; era anche un uomo di profonde relazioni umane. Il suo sorriso e le sue battute rendevano leggero ogni incontro, mentre la sua attenzione alla comunità universitaria e agli studenti era evidente in ogni sua azione.

Il professore Salemi credeva fermamente negli scambi culturali internazionali, coordinando con passione gli accordi Erasmus per decenni. I suoi viaggi lo arricchivano personalmente e professionalmente, portando nuove prospettive al suo lavoro.

Coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo lo ricorderanno, non solo per le sue competenze accademiche, ma anche per la sua passione per la vita, il suo amore per il sapere e la sua capacità di infondere fiducia negli altri.

Lascia un vuoto enorme nella comunità accademica e oltre, ma il suo lascito continuerà a ispirare generazioni di studiosi e professionisti nel campo della conservazione dei beni architettonici. Possa il suo esempio continuare a brillare come guida per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e seguirlo.

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