Un libro da raccontare

“La classe di Bruna” di Daniela Longo

“La classe di Bruna” di Daniela Longo, edita da Scatole parlanti (Gruppo Utterson), è un giallo psicologico che nasce dalla passione dell’autrice per le indagini unita alla infaticabile missione docente! Da qualche anno, tra impegni scolastici e non, mi sono accostata alla scrittura inseguendo una vocazione corteggiata da sempre.
Una stimata docente Bruna Baroncelli che scompare costituisce l’incipit del romanzo ambientato a Catania. La narrazione si muove su due fronti: da un lato la terza persona con un narratore onnisciente che racconta le indagini del commissario Bea Bannò cadenzate dalla controversa quanto interessante vita privata di donna Bruna; dall’altro un manoscritto ritrovato sul comodino della stanza della professoressa dove la narrazione in prima persona ripercorre la sua esperienza professionale tra inediti squarci dell’universo scuola, riproposti con sarcasmo e ironia. I due momenti della narrazione, nel libro, sono separati da tre asterischi che evidenziano il passaggio dalle indagini al diario di scuola.
La Bruna raccontata è una donna dai contorni ambivalenti, dura e fragile al tempo stesso, vittima di un gioco manipolatore con Adriano e carnefice di se stessa. Un personaggio affascinante che rimane nella mente e nel cuore, anche in quello dei numerosi alunni che le sono passati davanti e che si sono imbattuti in lei, come accade nella Bruna che si racconta.
Poi c’è Bea, un diligente commissario di polizia che fredda, distaccata e votata al lavoro si lascia sedurre dalla vita della prof e così inizia un’appassionata investigazione che la porterà a risolvere il caso.
La scuola vista dall’ottica di un’insegnante che ama il suo lavoro e lo vive con l’ironia che, come dice lei,” ti salverà la scuola!”. Le relazioni umane che sono la linfa vitale di ogni esistenza. Una donna che perde il suo equilibrio lasciandosi sopraffare dalla violenza psicologica e mentale di un raffinato manipolatore. Il tutto sullo sfondo di un’indagine poliziesca ritmata da un pizzico di suspence!

TRAMA

Bruna Baroncelli, stimata docente di un liceo di Catania, scompare all’improvviso. Beatrice Bannò, zelante commissario di polizia, indaga sulla sua misteriosa scomparsa. L’apripista per le indagini è un diario che Bea ritrova sul comodino della professoressa. In esso Bruna racconta con un velo di ironia e sarcasmo gli alti e bassi del suo mestiere, la passione e la devozione per l’insegnamento, ma soprattutto la bellezza e l’importanza del rapporto professori- alunni.
I pensieri e le parole dell’insegnante del manoscritto si alternano con le intricate vicende sentimentali della vita privata di Bruna. Sarà proprio a partire dall’ambivalente anima della professoressa che il commissario non solo riuscirà a risolvere il caso, ma anche a riscoprire se stessa.

NOTIZIE SULL’AUTRICE

Daniela Longo nasce a Catania il 1° luglio 1970. Si laurea in Lettere nel 1993 presso l’Università degli studi di Catania e comincia ad insegnare nella secondaria superiore. Con il concorso a cattedra del ’99 entra di ruolo nella scuola statale.
Per Rubbettino Editore pubblica il saggio Letteratura e televisione tra finzione e realtà. Dal romanzo giallo a Telefono giallo nella rivista di Filologia moderna «Le forme e la storia». Il saggio nasce dalla collaborazione, in qualità di tesista, con la redazione RAI del programma televisivo Telefono giallo condotto e curato dai giornalisti Corrado Augias e Franca Leosini.
Nel 2011 si laurea in Filologia romanza all’Università di Catania.
Dal 2008 insegna Italiano e Latino al Liceo scientifico “Principe Umberto “di Catania, dove ha curato i progetti “Giovani e Montecitorio” e “60 anni della Costituzione”, ricoprendo l’incarico di addetto stampa dell’Istituto scolastico.
La classe di Bruna è il suo primo romanzo.

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