Politica

L’inverno dell’Unione Europea

Matteo Salvini ha convocato una convention sovranista a Firenze. Vi hanno partecipato le delegazioni delle forze politiche sovraniste che aderiscono al Gruppo Identità e democrazia del Parlamento europeo.

L’evento ha suscitato un certo clamore.

L’obiettivo è quello di scardinare la grande coalizione composta da Popolari, Socialisti e Liberali che da sempre sostiene l’integrazione europea. Attualmente con una esigua maggioranza al Parlamento Europeo sostiene la Commissione Europea presieduta da Ursula von der Leyen.

Con una eventuale vittoria alle elezioni europee i sovranisti intendono giungere alla formazione di una maggioranza di centrodestra che raggruppi insieme i popolari, i conservatori e i sovranisti.

La situazione è alquanto delicata perché per le prossime elezioni europee si prevede un forte astensionismo e c’è il rischio concreto che i partiti europeisti siano sconfitti. In molti stati soffia un forte vento sovranista. In risposta a questo cambiamento il Presidente francese Macron e il Cancelliere tedesco Olaf Scholtz hanno preso contatti con Mario Draghi al fine di indicarlo come candidato alla Presidenza della Commissione Europea.

Alcuni anni fa, quando il sovranismo ha raggiunto una notevole forza a livello europeo, Barth e Friederichs hanno pubblicato Becchini un libro sull’ultimo inverno della Repubblica di Weimar e la definitiva ascesa al potere del nazismo in Germania.

A nostro modesto avviso si tratta di un vero capolavoro. Si apre con la sconfitta dei partiti moderati della Repubblica di Weimar alle elezioni nazionali del 6 novembre 1932. Al governo, il cancelliere von Papen governava a colpi di decreti legge in una situazione di assoluta emergenza e voleva paralizzare il Parlamento per sei mesi. In questo modo, voleva far approvare al popolo una nuova Costituzione che aprisse la strada ad un governo (quasi) autoritario. Attorno a lui, i vari capi dei piccoli partiti legati a più disparati interessi economici. Erano uomini molto ricchi e spesso molto cinici e meschini.

Il generale Kurt von Schleicher cercava disperatamente di formare un governo che potesse includere i socialdemocratici, vari partiti moderati e una parte del partito hitleriano provocando una scissione al suo interno da parte dell’ala sinistra.

Le forze contrarie alla democrazia erano preponderanti in Parlamento. Hitler e i suoi più fidati collaboratori partecipavano alle trattative per la formazione del nuovo governo ed erano sottoposti ad una fortissima tensione. Erano presi da una spasmodica sete di potere.

Al centro di tutto, c’era il vecchio Presidente von Hindenburg, sempre più stanco e malato. Dietro di lui, a reggere le fila c’era anche il figlio.

Nello stesso tempo, operavano a Berlino altre persone: Abraham Plotkin, un ebreo americano e sindacalista che va a vivere a Berlino in un quartiere povero, Bella Fromm, un’inviata speciale della Vossische Zeitung, molto nota per i suoi articoli sulle cronache mondane e ben inserita nella società berlinese. Seguendo le loro vicende, nel libro emerge la miseria in cui vivevano i quartieri operai di Berlino in contrasto con il lusso dell’alta società.

Durante e dopo la lettura, sorgono spontanee alcune domande: l’Unione Europea rassomiglia alla Repubblica di Weimar? L’Unione Europea può collassare come la Repubblica di Weimar?

La grande coalizione del Parlamento europeo rassomiglia molto quella della Repubblica di Weimar. Tutta l’Unione europea è piena di movimenti e partiti sovranisti ed antieuropeisti. Alcuni di questi hanno un forte radicalismo e sono molto vicini a gruppi paramilitari di estrema destra. Tutti sono accomunati dal desiderio di distruggere l’Unione Europea, allo stesso tempo sono divisi tra loro, in quanto alcuni come la Lega e il Front National sono più filo-putiniani, mentre nell’est europa sono tutti decisamente contro Putin. Eppure, la loro voce è sempre più forte.

L’estrema destra attuale ha alcuni elementi molto simili a quelli del nazismo e del fascismo, ma anche notevoli differenze.

Il nazismo e il fascismo pensavano al grande impero, mentre l’estrema destra attuale parla soprattutto di piccole patrie. Lo stato fascista e in misura minore lo stato nazista erano stati massimi che controllavano la vita dei singoli ed intervenivano pesantemente nell’economia. L’estrema destra attuale insiste al massimo su un welfare tradizionale centrato sulla famiglia, ma per il resto pensa ad uno stato minimo in economia anche se protezionista. Il fascista ed il nazista immaginavano grandi guerre con un gigantesco esercito. L’estrema destra pensa più alle squadre paramilitari. Il nazismo ha realizzato i campi di concentramento in cui sono stati sterminati gli ebrei. Gli attuali militanti di estrema destra, talvolta, operano in contesti di guerra civile e di pulizia etnica. Ci sono notevoli differenze linguistiche tra la vecchia estrema destra e le attuali proposte politiche. Tuttavia, il nazionalismo, la xenofobia e il razzismo sono molto evidenti e hanno quasi le stesse caratteristiche di quelli del nazismo e del fascismo.

Purtroppo ci sono in azione molti “novelli Benedetto Croce” che pensano di poter “parlamentarizzare in Europa”, tutta l’estrema destra europea.

 L’ultraliberismo dell’Unione europea, le ricorrenti crisi economiche, la pandemia e la guerra in Ucraina stanno letteralmente mettendo in seria difficoltà i partiti europeisti.

Mario Draghi è un novello Schleicher o un novello Bruning? L’Unione europea è al suo ultimo inverno come la Repubblica di Weimar nel 1932?

R. Barth, H. Friederichs,  I Becchini. L’ultimo inverno della Repubblica di Weimar, Giunti editori/Bompiani, 2019, Milano, pp. 532.

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