Luglio 16, 2026 07:18

Redazione

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Si è conclusa l’ottava edizione del premio Thrinakìa

Quando l’isola si fa parola e immagine poetica: raccontare la Sicilia è la via affettiva alla voce del cuore della nostra umanità

La Sicilia oltre lo stereotipo: tra miti millenari, riscatto civile e memorie del Novecento

Il Premio Internazionale Letterario Thrinakìa (dedicato a scritture autobiografiche, biografiche e poetiche sulla Sicilia) si conferma, in questa ottava edizione, un osservatorio privilegiato per comprendere l’evoluzione dell’identità e dell’immaginario dell’isola. Le opere premiate dalla giuria si distaccano nettamente dalla Sicilia da “cartolina” o dai cliché della rassegnazione, offrendo una narrazione polifonica che spazia dall’impegno civile al realismo magico, fino alla riscoperta delle radici.

La cerimonia di premiazione ha avuto luogo nel prestigioso Auditorium Concetto Marchesi del Palazzo della Cultura di Catania ed ha ottenuto i patrocini del Comune di Catania, dell’Assessorato ai Beni culturali e dell’Identità della Regione Siciliana, e di M@gm@ Rivista internazionale di scienze umane e sociali. Alla cerimonia è intervenuta la dott.ssa Carmelina Fiumara responsabile del Servizio Rete Bibliotecaria della Direzione alla Cultura di Catania, e il presidente del premio il dott. Orazio Maria Valastro che ha sottolineato come nella cornice del Maggio dei libri, il cui tema quest’anno è “Leggere la bellezza”, Thrinakìa ci pone la domanda che cosa sia la bellezza per noi? “La bellezza non è un concetto astratto. È la via affettiva alla voce del cuore dell’umanità che abita questa terra. In questo esatto momento, la bellezza è racchiusa negli sguardi e nelle pagine delle nostre autrici e dei nostri autori finalisti. Attraverso le loro autobiografie, biografie, poesie e diari di viaggio, immagini e narrazioni, ci ricordano una verità profonda: non servono pagine stampate per essere letteratura; ognuno di noi è un libro, una storia vivente da custodire e condividere.”

Una sintesi dei nuclei tematici e delle opere chiave

1. Il Simbolo della Rinascita e la Valenza Civile

La sezione artistico-visiva e le performance inaugurali ridefiniscono l’iconografia classica siciliana in chiave moderna e generazionale.

L’opera simbolo (Barbara Calisti / in arte Umhiri): premiata per la sua illustrazione che ribalta il mito di Medusa. Il volto della Gorgone diventa quello sorridente di una giovane donna e il millenario triscele (le tre gambe della Sicilia) si trasforma in un vettore dinamico. La presenza di un microfono rivendica il diritto alla parola delle nuove generazioni: la Sicilia cessa di essere la “terra del silenzio” per farsi luogo dell’autodeterminazione.

Il suono ancestrale (Collettivo Brezza / Giovanni H. Grasso): Il Centro Studi Aci Trezza recupera l’uso delle brogne (le conchiglie usate storicamente dai pescatori per comunicare). Un recupero che unisce il mito dei Ciclopi all’espressione artistica contemporanea, sottraendo all’oblio un antico codice marittimo.

2. La Poesia: L’Isola come Spazio dell’Anima (Sezione L’Isola)

I poeti premiati utilizzano la metafora dell’insularità non come isolamento, ma come spazio etico e apertura universale.

Stefania Francesca Somma (1° Posto): Firma un inno viscerale alla Sicilia intesa come “madre e guaritrice”, costruendo una poesia che ha la stessa struttura dell’Etna: stratificata, dura e incandescente, dove l’isola stessa “guarda il lettore”.

Margherita Biondo (2° Posto) & Michele Bruno (3° Posto): La prima si distingue per l’essenzialità del verso spogliato da ogni retorica; il secondo fa dialogare i miti di Ulisse ed Enea con la condizione dell’uomo moderno “errante”, tra la maestosità dell’Etna e la tensione civile.

Lo sguardo internazionale (Lise Michel & Chantal Boedts): Nelle sezioni in lingua francese, la Sicilia diventa itinerario dell’anima: per la Michel le rovine di Selinunte sono templi marini vivi; per la Boedts (Premio Speciale 2026 della Renaissance française Délégation de Belgique) la Catania desiderata e mai raggiunta diventa metafora dei rimpianti e dei legami interrotti.

3. La Storia Collettiva attraverso i Diari e l’Autobiografia

La memoria privata dei singoli autori si fa “monumento” della storia siciliana, affrontando i traumi del passato e la modernizzazione.

La memoria della Strage di Capaci (Fabrizio Contino): Con il video-racconto ZyZ: petali di memorie, l’autore narra il trauma generazionale del 23 maggio 1992 vissuto da un gruppo di ventenni a Palermo, spezzando l’indifferenza attraverso il risveglio di una coscienza civile indelebile.

Il riscatto nel dopoguerra e l’indipendenza femminile: Nelle sezioni Autobiografie e Biografie emergono storie di siciliani illuminati e l’evoluzione della donna (dalle clausure dei ricami anni ‘50 all’emancipazione dei ‘70). Spiccano le opere di Patrizia Grasso (storia di medici, magistrati e donne volitive), Anna Marina Grasso (la scelta di rifiutare il petrolchimico per tornare alla terra) ed Erminia Tropea Mayer (un’epopea familiare sul litorale ionico).

La cura del territorio e il trauma climatico (A. Rutella – A. Mari): Il primo posto ex aequo dei racconti autobiografici usa il mito classico per lanciare un monito sulla crisi climatica attuale, incentrato sui luoghi simbolo di Enna e del lago di Pergusa.

4. Il Viaggio come Esplorazione Interiore

Il “viaggio in Sicilia” viene totalmente destrutturato rispetto al turismo di massa.

Ornella Ricchiuto (1° Posto Diari di viaggio): Il suo diario a Bisacquino è un elogio dell’ascolto e della lentezza, dove il viaggio autentico si fa sulle panchine parlando con gli anziani, contro l’oblio digitale.

Francesca Di Rosa (Sudconscio) & Rosario Malino: Il ritorno al Sud è vissuto come un percorso terapeutico e di realismo magico (tra la piana di Lentini e il Calatino), in cui il paesaggio aspro e profumato della Sicilia diventa elemento attivo per guarire dai traumi personali.

L’epopea del volo (Manuela Naso & Luca Naso): Due opere dedicate alla figura pionieristica di Salvatore Naso, che trasformò l’entroterra siciliano in un centro di avanguardia per il volo libero, elevando la disciplina a metafora di libertà, fiducia e superamento dei confini geografici.

Dalle rotte migratorie dell’Africa ai cortili di pietra lavica: la Sicilia come abbraccio, memoria e riscatto civile

L’ottava edizione del Premio Internazionale Thrinakìa allarga i propri confini antropologici e geografici. Le motivazioni della giuria per le sezioni speciali mettono in luce una Sicilia che non è solo terra d’origine, ma spazio universale d’approdo, specchio filosofico e baricentro di riscatto per nuove culture e generazioni.

1. La Frontiera dell’Anima: L’Immigrazione e la Nuova Cittadinanza Globale

Una delle novità più intense dell’edizione è il racconto della migrazione dall’Africa alla Sicilia, vista non più come mera cronaca o tragedia di numeri, ma come “epopea di rinascita interiore” e ponte di cittadinanza attiva.

La Sicilia nel segno di Falcone (Keita Amadou – CPIA Rimini): L’autore, con un background in analisi politica nel proprio paese d’origine, usa il linguaggio video per rileggere la storia recente dell’isola. Rintraccia nel sacrificio di Giovanni Falcone e nella reazione di riscatto del popolo siciliano un linguaggio universale di giustizia, fondendo il trauma migratorio con una profonda coscienza civile.

Il manifesto dell’accoglienza a Lampedusa (Sanouna Songne – CPIA Rimini): Un racconto limpido e privo di retorica che trasforma il trauma del mare in gratitudine. Lampedusa diventa il luogo in cui la disperazione viene vinta da piccoli, potenti gesti di umanità quotidiana, capaci di generare nel migrante una promessa etica: restituire al futuro, attraverso lo studio e lo sport (a Pennabilli), l’aiuto ricevuto.

L’isola come abbraccio materno (Abubacarr Fatajo): La traversata viene trasfigurata in un radicamento spirituale. La Sicilia, con i suoi “giganti di pietra” e le luci del porto, smette di essere terra di transito per diventare un “guscio di noce” e un abbraccio protettivo, dove fermare il terrore e iniziare il cammino dello studio e della costruzione del sé.

2. Catania Città da Leggere: Identità, Memoria e “Educata Sovversione”

La sezione speciale dedicata all’area etnea scava nelle contraddizioni di una metropoli in trasformazione, oscillando tra il cemento e la poesia della memoria.

La resistenza del gelsomino (Paola Asta – 1° Posto): Un’opera di grande profondità antropologica che contrappone la “marea grigia” dell’urbanizzazione selvaggia degli anni ‘80 alla resistenza dei cortili fioriti di pietra lavica. La figura di Nonna Rosa e il rito della panificazione diventano il simbolo di un’eredità che non è nostalgia, ma “determinazione d’acciaio” capace di fiorire tra le asperità della lava.

Contro lo stereotipo territoriale (Teresa Molinaro – 2° Posto): Con L’idealista, l’autrice firma un diario di forte impatto etico. Dalle aule scolastiche all’alienazione di un call center, il testo racconta la resistenza di una giovane donna contro i pregiudizi di casta e l’intolleranza che etichetta il siciliano. Una “educata sovversione” che trasforma la rabbia in fiera appartenenza.

L’onomastica e il legame familiare (Agata Lieta Stella – 3° Posto): Un viaggio nella complessità delle donne siciliane del Novecento. Il passaggio del nome da “Letizia” ad “Agata Lieta” diventa un esplicito atto d’amore e gratitudine verso la città di Catania, eletta a luogo di riscatto e nuova speranza.

3. Fotografia Filosofica: La Dualità dell’Esistenza

L’ombra e la pietra a Noto (Salvatore Garozzo): L’autore fonde magistralmente architettura sacra, fotografia e citazione letteraria (Giorgio Faletti). Catturando l’ombra di una figura umana proiettata dal sole sul tetto di un’antica chiesa di Noto, la pietra barocca si fa superficie dell’anima. L’opera diventa una profonda riflessione sulla dualità umana, sul confine tra la terra e il cielo, tra ciò che mostriamo (l’apparenza) e ciò che siamo (l’essenza).

4. Il Volontariato Autobiografico come Salvataggio dall’Oblio

Custodi di storie dimenticate (Giannamaria D’Antona): Nella sezione speciale “Volontari autobiografi”, l’autrice usa una scrittura limpida e intrisa di ironia salvifica per dare voce al “silenzio” dell’emarginazione infantile. L’opera celebra il ruolo cruciale del volontario della memoria come custode delle piccole storie di una Sicilia arcaica e delle sue straordinarie figure femminili (madri, zie, “mavare”), trasformando il dolore del passato in un dono di empatia collettiva.

Classifica delle opere premiate dall’ottava edizione di Thrinakìa

Le Sezioni Ufficiali

Sezione Poesie L’Isola (lingua italiana)

Stefania Francesca Somma | L’Isola (prima opera classificata)

Margherita Biondo | L’Isola (seconda opera classificata)

Michele Bruno | L’Isola (terza opera classificata)

Sezione Poesie L’Isola (lingua francese)

Lise Michel | L’Île (premio Thrinakìa)

Chantal Boedts | L’Île (premio La Renaissance Française Délégation de Belgique)

Sezione Autobiografie

Rosario Malino | Passi costellati al museo (prima opera classificata)

Francesca di Rosa | Sudconscio (seconda opera classificata)

Patrizia Grasso | Nella galleria del tempo ritrovato (terza opera classificata)

Sezione Biografie

Erminia Tropea Mayer | Angela, Angiolina… per tutti Angelina (prima opera classificata)

Manuela Naso | Mio padre era un gabbiano (seconda opera classificata)

Anna Marina Grasso | Tina (terza opera classificata)

Sezione Racconti autobiografici

Jonny Souto | Poco più di un anno fa: racconti ondivaghi (prima opera ex aequo classificata)

Assunta Rutella – Antonio Mari | Un lago, una stazione (prima opera ex aequo classificata)

Maria Campione | Il mio piccolo mondo antico (seconda opera classificata)

Anna Biagia Bertolone | I luoghi del cuore (terza opera ex aequo classificata)

Angela Di Mauro | Quel che resta (terza opera ex aequo classificata)

Sezione Diari di viaggio

Ornella Ricchiuto | Il lamento che resta: diario di un incontro a Bisacquino (prima opera classificata)

Antonino Mazzone | L’ultimo viaggio in Sicilia: l’amore è fiducia (seconda opera classificata)

Maria Antonietta Scollo | Viaggio in solitaria (terza opera classificata)

Sezione Narrazioni per immagini

Barbara Calisti in arte Umhiri | Thrinakìa (premio Thrinakìa)

Fabrizio Contino | Zyz: petali di memorie (premio Thrinakìa)

Salvatore Garozzo | L’ombra (premio Thrinakìa)

Luca Naso | Salvatore Naso: pioniere del volo libero che trasformò la passione in bene comune (premio Thrinakìa)

Le Sezioni e i Premi speciali

Sezione speciale Nuovi approdi da Thrinakìa al futuro

Keita Amadou | Mon rêve le plus grand (premio Thrinakìa)

Abubacarr Fatajo | Tra le sponde del Mediterraneo (premio Thrinakìa)

Sanouna Songne | Il mio arrivo in Italia dall’Africa (premio Thrinakìa)

Sezione speciale Catania città da leggere

Paola Asta | Il gelsomino e la farina (prima opera classificata)

Teresa Molinaro | L’idealista (seconda opera classificata)

Agata Lieta Stella | La nonna ed io: storia di un nome (terza opera classificata)

Sezione Speciale Premio Thrinakìa

Giovanni H. Grasso | Vibrazione corale dei suonatori di brogne : Collettiva Brezza – Brogne di Trezza (premio Thrinakìa)

Sezione speciale Volontari autobiografi

Gianna Maria D’Antona | Dove finisce la strada (premio Thrinakìa)

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