Novembre 7, 2026 16:51

Redazione

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“Sapiens – Un solo Pianeta”, stasera in televisione lo strano ritorno di Odisseo

Nella nuova puntata del programma, in onda oggi alle 21.30 su Rai3, si descrivono alcuni passaggi fondamentali della storia del Mediterraneo, quando i Greci partirono per conquistare nuovi territori, tra cui la colonia di Megara Hyblaea, in provincia di Siracusa, una delle prime fondate in Sicilia. E in quel Parco Archeologico, fra i resti dell’abitato e l’antiquarium che custodisce migliaia di reperti, si condensa il mito di Odisseo.

Mario Tozzi prosegue le sue incursioni nel passato, nel presente e nel futuro della vita dei Sapiens con una nuova puntata di “Sapiens – Un solo Pianeta”, il programma prodotto da Rai Cultura, in onda su Rai3 sabato 7 novembre alle 21.30.

Odisseo, che noi chiamiamo Ulisse, era davvero un eroe astuto o era solo un uomo complicato? In che cosa era diverso dagli altri eroi e in cosa è simile a noi? Dove si nasconde, oggi, Odisseo? Esistono davvero i luoghi raccontati nell’Odissea? A quali siti geografici corrispondono?

Quali verità scientifiche si celano dietro le parole del mito? Perché ancora oggi i sapiens leggono, rileggono e ripercorrono l’Odissea? Questi sono solo alcuni degli interrogativi sui quali si concentrerà la seconda puntata di “Sapiens – Un solo pianeta” intitolata “Lo strano ritorno di Odisseo”.

L’avatar giovane di Mario Tozzi (generato con l’Intelligenza Artificiale) torna indietro di duemila anni per incontrare Odisseo, facendo la conoscenza diretta di Polifemo, il gigante antropofago, della dea Atena e della maga Circe, con cui vive una breve passione. Una ricerca apparentemente senza esito, ma con un finale a sorpresa.

L’Odissea è una delle storie più antiche mai scritte. Il suo eroe moderno, Odisseo, desideroso di conoscere l’altrove, l’ignoto e di superare i propri limiti, ha influenzato tutta la letteratura successiva. “Uomo complicato”, come viene

definito in una traduzione recente e anche per questo figura universale in cui ogni essere umano può riconoscere una parte di sé. Astuto, egoista e bugiardo quando è in gioco la sopravvivenza.

Del viaggio di ritorno di Odisseo a Itaca ripercorreremo alcune tappe fondamentali per capire a quali luoghi reali corrispondano. Ogigia, Scilla e Cariddi, la terra dei Lotofagi, l’isola di Calipso, è lungo l’elenco delle tappe dell’Odissea per le quali gli studiosi hanno cercato corrispondenze nella realtà, una ricerca che è il filo conduttore della puntata nella quale cercheremo di comprendere anche i fenomeni scientifici che si nascondono dietro il mito.

Con Mario Tozzi andremo ad Aci Trezza, in Sicilia, lungo la riva che gli studiosi indicano come la costa che Odisseo, mosso dalla curiosità, decide di esplorare per conoscere da vicino i suoi abitanti, i Ciclopi, pastori selvaggi e senza legge.

È qui che il protagonista dell’Odissea incontra Polifemo, il gigante con un occhio solo, che Odisseo acceca per salvare sé stesso e i suoi marinai dalla sua furia bestiale. Oggi la scienza è in grado di spiegare il mito dei Ciclopi con il quale già nell’VIII secolo, quando dalla tradizione orale si giunge alla forma scritta dell’Odissea, venivano interpretati i resti fossili di preistorici elefanti nani nelle grotte della Sicilia. I loro teschi presentavano un grande foro centrale, dove era collocato l’alloggiamento della proboscide: per gli uomini di quel tempo era quel che restava di un grande, unico occhio appartenuto a una specie umana di spaventosi giganti. Di fronte ad Aci Trezza si stagliano i faraglioni che, come vuole la leggenda, sono i sassi strappati dalla scogliera che Polifemo lancia contro Odisseo. In realtà questi faraglioni sono resti di corpi magmatici sprigionati dall’Etna all’inizio della sua attività eruttiva più di mezzo milione di anni fa. Ma quello dei sassi lanciati contro l’eroe omerico non è l’unico mito per il quale gli studiosi avanzano una lettura scientifica: meccanismi dell’idrodinamica potrebbero spiegare i mostri e i gorghi spaventosi di Scilla e Cariddi mentre il canto delle Sirene altro non sarebbe che i versi delle balene del Mediterraneo.

Il racconto di Omero descrive alcuni passaggi fondamentali della storia del Mediterraneo: quello della civiltà micenea nell’Età del Bronzo, quando i Greci navigano in ricerca di risorse e, a partire dall’VIII secolo, quello in cui i suoi coloni partono per conquistare nuovi territori.

Uno di questi è la colonia di Megara Hyblaea, in provincia di Siracusa, una delle prime fondate in Sicilia dai Greci.

Nel Parco Archeologico, fra i resti dell’abitato e l’antiquarium che custodisce migliaia di reperti, si condensa il mito di Odisseo.

I vasi di ceramica, visibili nel Museo Archeologico di Lentini e al Paolo Orsi di Siracusa, raccontano scene dell’Odissea, le storie fondative che i coloni hanno portato con loro dalla madre patria.

Il viaggio di Odisseo, portatore de valori della società greca, non è solo un ritorno a casa, è anche la mappa mentale con cui i Greci dell’VIII secolo a.C. leggevano il mondo che stavano colonizzando.

Nella foto, il direttore Agostino Messana con Mario Tozzi, producer Rai e le funzionarie del Parco di Leontinoi

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