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“Violenza di genere e giustizia”, Telefono Arcobaleno analizza i 5 anni di codice rosso

Nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione e divulgazione del programma “Rosso come Amore”, l’organizzazione Telefono Arcobaleno ha dato voce a uno studio in merito ai risultati della normativa a tutela delle donne vittime di violenza, al fine di analizzare la discontinuità nei relativi dati che il “Codice Rosso” dalla sua entrata in vigore avrebbe dovuto rilevare. La violenza contro le donne è una delle violazioni dei diritti umani più gravi e persistenti, un fenomeno sociale strutturale e radicato in relazioni di potere asimmetriche tra uomini e donne. Comprenderla e contrastarla richiede un approccio integrato che combini conoscenze teoriche con azione normativa e trasformazione culturale. Durante l’incontro che si è tenuto alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne al Centro cultura Pinella Musmeci di Acireale, il sindaco Roberto Barbagallo e l’onorevole Nicola D’Agostino hanno rivolto i saluti ufficiali agli astanti, ai rappresentanti delle forze dell’ordine e dei servizi sanitari, ringraziandoli per l’importante incontro offerto alla città. Flavio Verracchia, responsabile Centro studi Telefono Arcobaleno, con riferimento all’impatto delle novità apportate dalla legge, si è così espresso: “I risultati restituiscono un quadro aggiornato al 2024 della violenza contro le donne, consentono di valutare l’efficacia delle strategie di intervento introdotte a tutela delle vittime e di migliorare i modelli di intervento e le politiche. A cinque anni dall’entrata in vigore del Codice Rosso, i dati restano tuttavia sconfortanti. La società è complessivamente meno violenta, eppure nel lungo periodo è aumentata la quota di donne uccise, passando da una su dieci a quattro su dieci uccisioni complessive dal periodo postunitario a oggi. Ancora più preoccupante è il fatto che tali delitti si consumino con crescente frequenza all’interno degli spazi familiari e affettivi, che dovrebbero garantire protezione e sicurezza. Negli ultimi anni, oltre l’80% delle donne assassinate risultano vittime di partner, ex partner o altri familiari, rendendo di fatto sovrapponibile il numero dei femminicidi e delle donne uccise”. “Penso che bisogna andare avanti rapidamente – ha concluso il questore Bellassai – sul percorso che è stato intrapreso, di cui il Codice Rosso è una pietra miliare, ma è un percorso con non pochi ostacoli. Moltissimo è già stato fatto dal punto di vista normativo, e moltissimo ancora si deve fare dal punto di vista culturale, perché bisogna scardinare alcuni approcci inaccettabili che sussistono nel modo di vedere i rapporti tra i sessi”. Della tavola rotonda moderata dalla giornalista Katia Scapellato, sono stati protagonisti oltre al questore Bellassai e Flavio Verracchia, Daniela Corso, psicologa di Telefono Arcobaleno; Giuseppe Ettore, direttore del Dipartimento Materno-Infantile Garibaldi; Carmelo Florio, psichiatra, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASP di Catania; Maria Grasso, presidente del Centro Antiviolenza Donneinsieme; Ferdinando Testa, psicologo.

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