Aria di primavera a Villa Ardizzone, tra i saloni Liberty e il giardino, dove si è svolto un evento che ha dato spazio alla stagione della rinascita. La bella dimora aperta al pubblico, ha offerto la possibilità di immergersi in uno dei luoghi che hanno onorato la città di Catania e ancora oggi ne celebrano il ricordo.
La Villa, situata in viale Mario Rapisardi, venne progettata dell’architetto Carmelo Malerba Guerrieri, con un gusto floreale e uno stile liberty catanese che contraddistingue le opere dell’epoca. I lavori, commissionati dai coniugi Tommaso Ardizzone, barone di Stella Annunziata, e la moglie Giulia Gualtieri di San Giorgio, iniziarono nel 1910 si conclusero nel 1914, anno di inaugurazione della dimora. Nel 2016, Catania è stata ufficialmente fregiata del premio nazionale come “Migliore città Liberty 2016” dall’istituzione culturale Italia Liberty. Il riconoscimento ha valorizzato il ricco patrimonio architettonico dell’ Art Nouveau, spesso contaminato dall’eclettismo, presente in palazzi e ville costruite a Catania tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. L’ ”Art Nouveau” o “Liberty”, con dettagli provenienti dal mondo naturale, con le linee sinuose e stravaganti che caratterizzano lo stile, sfoggiano l’eleganza dell’epoca in ciascuna sala della villa, infatti, il susseguirsi delle stanze accoglieva un momento diverso della giornata: dai saloni di rappresentanza, alla sala del tè e al fumoir, dalla sala da pranzo alla sala della musica. Soffitti sontuosi e arredi pregiati narrano questo luogo e la sua storia, che continua ancora oggi, con lo stesso desiderio, con stile ed eleganza, ad ospitare eventi pubblici e privati, accogliendo rassegne letterarie, concerti, mostre d’arte, laboratori creativi, degustazioni, shooting, cene sociali, ricorrenze private, mantenendo inalterata l’eredità di famiglia e l’arte di ricevere.
Rosina Ardizzone, eccellente padrona di casa, accoglie personalmente i suoi ospiti, ciò avvalora un bene ricco di storia che rende accattivante le visite e la partecipazione agli eventi. Ho avuto modo di apprezzarne l’accoglienza e il savoir-faire di dama qual è, quando presenta la Villa, quando racconta la storia del “Liberty catanese”, ovvero l’elegante stile di vita del primo decennio del Novecento, a seguire la storia della famiglia tra arte e musica e la storia di chi ha utilizzato gli ambienti negli anni, fino ai giorni nostri.
Un “ricorso storico”, che ci riporta nell’aprile del 1907 alla ”Esposizione Agricola Siciliana”, l’evento epocale per Catania, durante la Belle Époque. Con questo ricordo nella memoria storica della città, le influenze floreali dello stile vengono ridefinite, in occasione di un weekend che ha celebrato la bellezza della rinascita in varie forme, con il patrocinio di Legambiente e in collaborazione con Sicilia Gaia. Insieme, hanno festeggiato la Primavera, con un tripudio di colori, odori e suoni, esaltando i cinque sensi: la visione del bello nei manufatti di borse, ventagli, abiti, gioielli, accessori e quadri, l’esaltazione del gusto e dei sapori della natura, l’ascolto di soavi note e accurati racconti d’arte, il profumo di preziose spezie, essenze e cosmetica, in un crescendo di eventi negli eventi: musicali, letterari, culturali, tra i quali, la sfilata di abiti dai colori vivaci di Elisabetta e Daniela Censabella, accompagnata dalle campane tibetane di Sonia Brex e un salto nell’ottocento in giardino, durante un pic-nic mattutino, sfoggiando abiti del periodo. In questa occasione la villa è stata aperta gratuitamente ai visitatori, che passeggiando tra i saloni, ammirando le sale fino alle cucine, hanno apprezzato i vari modi in cui è possibile trasformare materie prime naturali, in prodotti e in manufatti artigianali, hanno partecipato ai laboratori vari, a degustazioni di tè cinese, rituale che intreccia salute, filosofia, cultura e nella stanza attigua nel frattempo, la tradizione e il valore delle preziosità siciliane attraverso le parole dell’affascinante storica dell’arte Maria Teresa Di Blasi.
La villa narra se stessa, la sua storia, il salotto culturale, lo spazio di circoli musicali, ritorna a far parlare e respirare di sé, i suoi saloni e gli spazi esterni si aprono alla città, ospitando il cotone e la seta in abiti e stoffe di DRESsign, stole, borse e ventagli di Giulia Leone Fashion, kimono e scialli diLi XiaoXu Designer, fiori d’arredo e da indossare di Laura Forzese e Stefania Mazzurco, i filati pregiati in orecchini e collane di LO SCRIGNO di GIO’, la cellulosa in libri da leggere di Angela Lo Voi e Giuseppa Malerba-CARTHAGO, le foglie e gli arbusti in tè, tisane e oli essenziali della Casa del tè di Raddusa, la fibra di fico d’india in creazioni d’arte di ConArte Lab, le erbe e i fiori in saponi e cosmetici naturali di Saponi e Benessere, la creta e la terra in mosaico di HG Mosaico, i metalli in Bijoux e accessori di FloreStudio Bijoux, i pigmenti naturali in disegni e tele di Antonella Santonocito, gli agrumi autoctoni e le varietà insolite dell’Azienda Agricola biologica FondoArancio, i biscottini a base di agrumi e di marmellata di Arte dei Sapori Siculi, la presentazione di libri freschi di stampa a cura di Mondadori Bookstore di piazza Roma, i succhi naturali e la cura personale Naturasì.
Complimenti a Rosina Ardizzone che ha creato un evento armonico, uno dei momenti belli della realtà catanese, espressione della memoria dello stile Liberty, nell’accogliente Villa che si offre contenitore, dando forma a esperienze, emozioni e rapporti sociali.
ROSANNA FALLICO
