Scomparso il sedici agosto di quest’anno, avrebbe compiuto proprio il 6 novembre 62 anni ed era notissimo per aver lavorato, nel corso della sua carriera, con grandi personalità del mondo dello spettacolo attraversando musica, teatro e cinema. La compagna Caterina Pizzulli, “È un modo per darci un tempo e uno spazio in cui ricordare che il vuoto resterà, ma resteranno certamente anche il talento indiscusso, l’arte e la bellezza che ha saputo esprimere nella sua vita”.
Ricordare l’eclettico musicista e cantante Roberto Fuzio nel giorno del suo compleanno. Questo l’obiettivo di Una festa per Roberto organizzata dalla sua compagna di vita, Caterina Pizzulli, per il sei novembre alle 20 al SAL di via Indaco 23 a Catania, con ingresso libero.
“Questa giornata – ha detto Caterina Pizzulli – nasce dalla voglia di permettere a chi ha conosciuto Roberto, a chi ha lavorato con lui, a chi lo ha stimato e a chi lo ha incontrato attraverso la sua arte, di ricordarlo insieme. È un modo per darci un tempo e uno spazio in cui ricordare che il vuoto resterà, ma resteranno certamente anche il talento indiscusso, l’arte e la bellezza che ha saputo esprimere nella sua vita”.

Roberto Fuzio, scomparso il sedici agosto di quest’anno, avrebbe compiuto proprio il 6 novembre 62 anni ed era notissimo per aver lavorato, nel corso della sua carriera, con personalità del mondo dello spettacolo del calibro di Lina Sastri, Peppe Barra, Leo Gullotta, Pino Micol, Andrea Tidona, Vincenzo Spampinato, Rita Botto, Ornella Vanoni, Giorgia e soprattutto Carmen Consoli.
Fin da bambino aveva avuto una predilezione per la musica. Sua madre era barese, e quando Roberto aveva appena sei anni, con la famiglia presero la nave per raggiungere Bari. Tutti erano preoccupatissimi quando, improvvisamente, sparì. Lo trovarono nelle cucine che cantava canzoni all’equipaggio ricevendo applausi.
Fuddettu, come veniva chiamato perché somigliava a un elfo, debuttò in teatro a dodici anni in uno spettacolo di Gilberto Idonea, interpretando il ruolo del garzone di un salumiere. E Nellina Laganà lo fece conoscere al regista Nuccio Caudullo, che nel 1980 lo inserì nella Rappresentazione dell’Antico Carnevale di Sicilia che debuttò nella Sala Musco nell’ambito della Stagione di Primavera del Teatro Stabile insieme a musicisti e attori come Giuseppe Schillaci, Gianni Nicotra, Giusy Campione, Mimmo Gennaro, Nunziata Blancato, Saretto Mazzullo e Saro Coniglione,
Rimase leggendario il suo tuffo nel 1984, durante lo spettacolo Tempo di Vespri: nella Sala Musco, per la Stagione Teatro Novità dello Stabile, si buttava dalla balconata suonando il flauto.
Nel 1986, con Cinzia Caminiti, Gianni Nicotra, Elisa e Katya Bruno fondò Schizzi d’arte che propose Fatti e misfatti di furbi e furbastri, un testo di ricerca sulle leggende, i racconti, i proverbi e i canti popolari siciliani.

E l’anno dopo fondò I Lautari con Gionni Allegra, Puccio Castrogiovanni e lo scomparso Picchio Manzone. Quella band, che il prossimo anno compirà quarant’anni e che, anche grazie al suo contributo, segnò la storia della musica popolare non solo in Sicilia.

Attivo anche nel cinema, nel 1993 Roberto Fuzio partecipò al film Storia di una capinera diretto da Franco Zeffirelli, contribuendo alla realizzazione delle musiche di scena legate alla tradizione popolare. Tre anni dopo interpretò il personaggio di Bruno ne La Lupa di Gabriele Lavia con Monica Guerritore, Giancarlo Giannini, Michele Placido. E nel 1998 fu la volta di Tu ridi, dei Fratelli Taviani, con Antonio Albanese e Luca Zingaretti.
In diverse recenti edizioni teatrali, come quelle prodotte dal Teatro della Città, a cominciare dalla ripresa del Pipino con Tuccio Musumeci, si era occupato della direzione e del coordinamento musicale dello spettacolo.
