L'Opinione

Un sistema per dimezzare i tempi di realizzazione delle opere pubbliche in Sicilia

Esiste un sistema per dimezzare i tempi di realizzazione delle opere pubbliche in Sicilia, che desidero segnalare alla classe politica siciliana. Ecco la mia ricetta: uso massivo dei fondi di rotazione per le progettazioni e individuazione di un idoneo criterio per l’appalto delle opere.
Tra gli indubbi vantaggi di questa riduzione: riduzione del rischio di perdere finanziamenti europei; possibilità per gli amministratori di realizzare durante un mandato le opere ritenute utili per il proprio territorio; rendere realmente efficaci e appetibili per gli imprenditori le ZES; drastica riduzione dei fenomeni corruttivi legati al sistema degli appalti.
La situazione drammatica in cui versano il Meridione d’Italia in generale e la Sicilia in particolare richiede provvedimenti urgenti, anche con leggi speciali.
Tutti noi sappiamo bene, ad esempio, come la Sicilia potrebbe sviluppare una possente economia in agricoltura di qualità e come la stessa Isola possieda risorse naturali, culturali, architettoniche, enogastronomiche tali da poterne fare uno dei gioielli del turismo mondiale.
E invece arranca nelle retrovie, per numero di presenze turistiche e per le oggettive difficoltà di commercializzazione dei prodotti agricoli.
In numerose occasioni ho avuto modo di affermare come, per l’agricoltura e per il Turismo, sia assolutamente indispensabile un adeguato sistema infrastrutturale, attraversamento stabile dello stretto in testa.
E invece le infrastrutture sono assolutamente carenti e procediamo con lentezza esasperante nella loro progettazione e realizzazione.
La realizzazione di un’opera pubblica di medie dimensioni richiede, dal momento del concepimento al momento della realizzazione, un tempo che va da 8 a 10 anni. Di questo solo un quarto è destinato ai lavori e soli pochi mesi per la progettazione; il resto si perde nei meandri delle autorizzazioni, dell’espletamento delle gare ,dei ricorsi ,delle commissioni,etc.
Occorre ridurre drasticamente i tempi burocratici dell’affidamento del progetto e dell’affidamento dei lavori, con norme semplici e difficilmente attaccabili da meccanismi di corruzione.
I sistemi in uso attualmente sono farraginosi e creano condizioni fertili per lo sviluppo della corruzione.
Eppure c’è un sistema per ridurre drasticamente i tempi per la realizzazione delle opere pubbliche, attraverso il contestuale massivo ricorso ai fondi di rotazione per le progettazioni e a idonee procedure di appalto dei lavori.
Il meccanismo dei fondi di rotazione, se opportunamente utilizzato e alimentato finanziariamente, consente di avere, utilizzando con le corrette procedure di affidamento le grandi risorse di libere professionalità esistenti sul territorio, un parco progetti, fornito di tutte le autorizzazioni, e pronto per le gare di appalto, che devono avere caratteristiche tali da potere essere espletate in pochi giorni.
Si potrebbe estendere l’utilizzo del fondo anche al caso in cui sia necessario o utile attivare una ulteriore gara di progettazione finalizzata ad apportare eventuali migliorie, ad un progetto esistente, prima di mandarlo in gara per l’affidamento dei lavori.
Nelle gare d’appalto deve essere limitato solo ad alcuni casi speciali il ricorso al metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che oltre ad avere una fortissima componente di discrezionalità, nel momento del massimo interesse economico, aprendo le porte a gravi rischi di corruzione, ha la necessità di tempi enormi per la valutazione comparativa delle migliorie e per i successivi inevitabili ricorsi.
Le proposte di miglioramento, ove necessarie, devono essere fatte in fase di progetto, momento in cui l’interesse economico è circa il 3-4% rispetto a quello del momento dell’appalto dell’opera e pertanto poco appetibile agli interessi del malaffare.
La gara di affidamento dei lavori deve essere aperta a tutte le imprese che ne hanno titolo, e non solo a quelle invitate discrezionalmente dall’amministrazione, attraverso il meccanismo di pre-qualificazione tipo “cassetto” delle imprese, di cui si ha una breve favorevole esperienza in Sicilia (art 4 legge 13 del 19 luglio 2019), e deve essere effettuata al massimo ribasso, con l’esclusione automatica delle offerte che superano la soglia di anomalia.
L’algoritmo utilizzato deve garantire ribassi non eccessivi, che come è noto assieme ai meccanismi indiscriminati di subappalto sono causa di gravi incidenti sul lavoro.
Per inciso tale norma, abrogata perché non ritenuta di competenza regionale, potrebbe essere in tempi brevi ripristinata attraverso un emendamento da apportare alla legge nazionale sugli appalti.
La soglia di anomalia deve essere a sua volta calcolata con algoritmi che siano in grado di escludere cartelli tra le imprese, per eludere la libera concorrenza.
In definitiva si ha la possibilità di partire da un progetto già pronto e fornito di tutte le autorizzazioni, prima ancora del suo finanziamento e di ridurre quasi a zero il tempo necessario per l’espletamento della gara d’appalto: sostanzialmente il tempo si riduce a quello necessario per i lavori e per il successivo collaudo.
La Sicilia oggi avrebbe bisogno di più, di leggi speciali da utilizzare nelle condizioni di vera emergenza in cui si trova, per creare lavoro e sviluppo, indispensabili per bloccare l’emigrazione dei cervelli.
Ma quanto proposto potrebbe già arginare questa emorragia, dovuta alla mancanza della speranza.
Non mi aspetto proprio niente dall’attuale classe politica.
I siciliani dovrebbero avere il coraggio di scegliere una nuova generazione di politici competenti, appassionati, onesti, saggi e innamorati della nostra Isola.

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