Tanta emozione e partecipazione alla presentazione del libro “Io sono Giordana”

Emozione, dolore, sdegno, rabbia, questi e altri ancora i sentimenti che sono emersi nel corso della presentazione del libro di Vera Squatrito “Io sono Giordana. Il mio nome, la vostra memoria”, edito da Algra, che si è tenuta nei locali di Fiko, al Borghetto Europa, organizzata da “Eventi d’Autore”, gruppo composto da Maria Rapisarda, Miriam Schirone, Giacomo Seminara, Giusy Sicari e Giovanni Iozzia. Oltre a Vera Squatrito e alla sua coautrice Elena Portale (psicologa e volontaria dell’Associazione “Io sono Giordana”), sono intervenute la psicologa Viriginia Ragonesi e l’avvocatessa Monica Foti. Ha moderato il giornalista Giovanni Iozzia. Il libro, un atto d’amore e un grido di giustizia, racconta la storia di Giordana attraverso la sua stessa voce, ricostruita grazie ai suoi scritti, agli attidel processo e alle testimonianze delle persone a lei vicine. Una narrazione toccante e autentica che consapevolmente restituisce umanità, sogni e forza a una giovane vita spezzata. Il libro affronta con profondità le dinamiche della violenza di genere e si propone come strumento educativo per scuole, università e comunità. Tanti gli argomenti inerenti la triste vicenda sono stati affrontati nel corso dell’incontro ma, al di là dell’importanza dei temi, ciò che si sono essenzialmente colte sono state la partecipazione e l’empatia che si sono create nella sala. Particolarmente toccante la presenza di una sedia vuota con un mazzo di fiori, un nastro rosso e un cartello che indicava come essa fosse il posto di Giordana.
“Con questo libro voglio che Giordana continui a vivere – ha detto, tra l’altro, Vera Squatrito -, attraverso chi sceglierà di non voltarsi più dall’altra parte. Affinché nessuna donna debba più morire per mano di chi dice di amarla. Ho aspettato dieci anni prima di scrivere questo libro perché avevo paura. Non sapevo da dove cominciare, né se sarei riuscita a raccontare la storia di mia figlia Giordana, uccisa con 48 coltellate. Era difficile immaginare di trovare le parole giuste per raccontare il suo cammino, i suoi sogni, le sue speranze, senza che il dolore della sua atroce morte innaturale mi travolgesse completamente. L’idea è nata rileggendo la sua vita, passo dopo passo. Ho capito che non dovevo partire dalla fine, ma dall’inizio. Ripercorrere i suoi vent’anni mi ha aiutata a trasformare una ferita profonda in qualcosa che continua a vivere”.
Alcuni passi del libro
Io sono Giordana, ma chi mi conosceva bene mi chiamava semplicemente Giordy. La mia vita è cominciata in una maniera che, a guardarla oggi, sembra quasi scritta da qualcuno. Ma non è stato così. La mia esistenza è partita da una scelta, quella di chi mi ha voluta mettere al mondo.
Non rimpiango nulla di ciò che è accaduto, perché ho avuto il dono più grande che potessi mai ricevere: mia figlia, Asia. Il mio continente, il mio mondo, il raggio di sole che portava luce quando tutto, intorno a me, era buio.
Lo sguardo di Luca mi attraversò come una lama, tagliente, immediato. In un istante, i suoi occhi tradirono una sorta di decisione presa. Poi, lentamente, aggiunse: “Allora da oggi in poi cambieranno tante cose”.
E perché la mia storia possa servire da avvertimento, da monito quando tutto sembra normale ma non lo è. Perché la vita è bella, è un dono prezioso e va vissuta. Amata. Non sprecata, non persa e, soprattutto, non tolta.
L’intero ricavato delle vendite dei libri viene devoluto all’Associazione ODV “Io sono Giordana”, per trasformare la sua memoria in speranza attiva e consapevole.








