Circa tre secoli dividono il “Sogno di una notte di mezza estate”, unica commedia tra le tragedie shakespeariane, e il balletto musicato da Felix Mendelssohn Bartholdy, presentato in prima europea, nel 2003 in scena al Metropolitan per la stagione del ‘Bellini’, momentaneamente chiuso per lavori di restauro.
La magica danza è condotta dal corpo di ballo tedesco guidato dai primi ballerini: il cubano Amilcar Moret Gonzales e la catanese Virginia Tomarchio.
Il coreografo Yaroslav Ivanenko riesce a fare un tutt’uno di elegante classicità e spunti contemporanei.
Nell’intervista concessaci spiega come nei suoi circa trent’anni di carriera e la lunga esperienza acquisita ad un certo punto desiderava un suo corpo di ballo in Germania: una vera compagnia, cominciando a creare un suo repertorio. Dopo la messa in scena di Giulietta e Romeo e poi di Otello voleva una commedia di Shakespeare. Così in sole cinque settimane, due anni fa, arriva il ‘Sogno’.
È contento di aver tirato fuori dai suoi ballerini non solo il lato professionale, ma gli attori, il loro carattere.
I primi ballerini Amilcar Moret Gonzales e la catanese Virginia Tomarchio, uniti nel ballo e nella vita, dichiarano di essere onorati di tornare dalla Germania con tutta la compagnia; dopo Otello hanno iniziato a lavorare anche come coreografi e maestri di ballo coltivando il sogno di fare una compagnia. La Tomarchio confessa infine quanto sia difficile interpretare due ruoli diversi come in questo caso, ma: “ ci divertiamo moltissimo: mi rilasso e il pubblico si rilassa”
Tornando allo spettacolo, dopo l’esordio l’opera non fu mai rappresentata fino al 1840 quando Madame Vestris mise in scena la commedia integrale al Covent Garden inserendo intermezzi musicali e balletti.
Nel 1841 Federico Guglielmo IV di Prussia chiamò a Berlino il compositore tedesco Felix Mendelssohn, giovane prodigio musicale (a soli dodici anni cominciava a creare le sue prime 13 sinfonie), che compose le musiche per il ‘Sogno di una notte di mezza estate’.
Questo magnifico spettacolo è tornato a vivere nel XX secolo ad opera di George Balanchine (1904-1983) che ha concepito due balletti in uno: il primo atto, narrativo, sviluppa la vicenda dell’autore inglese, quasi una rinascita, dalla sua prima rappresentazione nel 1962 a New York, il secondo è un lungo divertissement, tra elfi e fate, re, regine, folletti e incantesimi nel bosco magico che sembra parafrasare il viaggio nell’inconscio di quattro giovani che si aprono all’amore. A questi si mischiano le vicende di Oberon e Titania, re e regina del mondo delle fate e il folletto Puck. Il tutto in una riuscita fusione tra musica classica, drammaturgia e danza con un linguaggio che parla direttamente al cuore del pubblico contemporaneo.
Il ‘Sogno di una notte di mezza estate’ di William Shakespeare vuole comunicare che l’amore è un sentimento irrazionale, cieco e capriccioso il quale porta a idealizzare, a compiere follie, proprio come in un sogno.
La cornice è Il bosco incantato, selvaggio e onirico tra magie e fraintendimenti che sollecitano l’immaginazione, l’illusione e il sogno.
La tolleranza, infine, è rappresentata dalla compagnia di strampalati attori dilettanti che mette in scena in modo artigianale lo spettacolo finale: anche le cose imperfette- è il suggerimento-se fatte con buona volontà, vanno apprezzate e non derise.
Il ‘Sogno di una notte di mezza estate’ di William Shakespeare, e il balletto omonimo, vuole suggerire che l’amore è un’illusione, un sogno irrazionale.
Questa irrazionalità della passione fa sì che i sentimenti possano cambiare improvvisamente; basta la polvere di un fiore magico, il cui polline fa innamorare perdutamente chi lo respira della prima persona che incontrerà, per creare l’illusione. La cornice è Il bosco incantato, selvaggio e onirico tra incantesimi e fraintendimenti che sollecitano l’immaginazione, l’illusione e il sogno.
Uno spettacolo che ha trasmesso profondamente questa atmosfera anche negli spettatori che sono rimasti incantati essi stessi portando musica, danze, colori e sensazioni nell’anima quasi in maniera indelebile.
Un’esperienza unica!
Foto e video di Lorenzo Davide Sgroi
