Un elmo che guarda il mare, nel punto in cui la tradizione colloca l’approdo del fondatore della città, diventa il simbolo di un dialogo tra memoria e contemporaneità. È stata inaugurata questa mattina davanti a Porta Marina L’Elmo di Archia, la nuova opera monumentale dell’artista Stefania Pennacchio, destinata a entrare nel percorso identitario e turistico di Ortigia.
Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Francesco Italia, il critico d’arte contemporanea Andrea Guastella, il dirigente dell’Associazione nazionale guide turistiche Carlo Castello e Giuseppe Rosano, già presidente di Noi Albergatori, tra gli ideatori della collocazione dell’opera.
Nel suo intervento il sindaco Francesco Italia ha definito la scultura «un biglietto da visita» per chi entra nel centro storico da Porta Marina, sottolineando come Siracusa continui a costruire il proprio futuro mantenendo vivo il rapporto con una storia che non rappresenta soltanto un’eredità da conservare, ma una risorsa culturale capace di alimentare nuove visioni.
L’opera, promossa dal Comune di Siracusa su richiesta della Consulta speciale per l’imposta di soggiorno, rientra nel progetto “Percorso turistico-culturale dal Parco archeologico della Neapolis alla Necropoli di Pantalica”, finanziato dal Ministero del Turismo nell’ambito degli interventi dedicati ai Comuni sede di siti UNESCO.
Realizzata in bronzo patinato e collocata su una base in pietra all’ingresso di Ortigia, la scultura assume la forma di un grande elmo corinzio, evidente richiamo ad Archia di Corinto, il fondatore mitico di Siracusa.
La superficie dell’opera è attraversata da incisioni, fratture e dai caratteristici chiodi metallici che contraddistinguono da anni la ricerca artistica di Stefania Pennacchio. Elementi che non hanno funzione ornamentale, ma rappresentano le ferite interiori, i conflitti della coscienza e il continuo processo di trasformazione dell’essere umano.
«Credo che l’arte abbia il compito, come un albero, di nutrirsi di una radice. Non possiamo costruire il futuro senza tenere conto del concetto di eternità che ci arriva dal passato», ha dichiarato l’artista, che ha espresso soddisfazione per l’accoglienza ricevuta dalla sua città d’adozione, ringraziando l’amministrazione comunale e tutti coloro che hanno sostenuto il progetto.
Per Carlo Castello la scelta della collocazione è particolarmente significativa.
« Archia – ha spiegato – è forse il personaggio storico di Siracusa meno conosciuto anche se fu un protagonista del grande fenomeno della colonizzazione greca nella seconda metà dell’VIII secolo avanti Cristo. Da oggi le guide potranno fermarsi qui non solo per raccontare il porto e Porta Marina, ma anche per spiegare questa bellissima opera».
L’Elmo di Archia entra infatti a far parte dei principali itinerari turistici cittadini e si inserisce nel piano di valorizzazione del sito UNESCO “Siracusa e le Necropoli rupestri di Pantalica”, rilanciato lo scorso anno in occasione del ventennale dell’iscrizione nella World Heritage List.
Da oltre trent’anni Stefania Pennacchio sviluppa una ricerca artistica che intreccia archeologia, filosofia, memoria e mito, trasformando materiali come bronzo, pietra e metallo in strumenti di riflessione sul rapporto tra origine e futuro.
Esposta in Italia e all’estero, dalla Biennale di Venezia agli Stati Uniti, dalla Cina al Giappone, la sua produzione è stata apprezzata da critici come Gillo Dorfles, Philippe Daverio e Angelo Crespi. Nel 2015 è stata nominata Ambasciatrice della Cultura Italiana nel mondo per Expo Milano.
Con L’Elmo di Archia, Siracusa aggiunge un nuovo tassello al proprio patrimonio artistico contemporaneo. Non un monumento celebrativo, ma un’opera che invita cittadini e visitatori a interrogarsi sul significato della memoria, dell’identità e dell’eredità culturale, trasformando uno dei simboli della classicità in un ponte tra la polis antica e la città di oggi.
L’installazione si inserisce inoltre nel più ampio programma di valorizzazione dei siti UNESCO previsto dalla Legge 77/2006, confermando il ruolo dell’arte pubblica come strumento di rigenerazione culturale e di dialogo tra il patrimonio storico e le nuove forme di espressione artistica.
