Simona Molinari con l’OJS al Teatro Massimo Bellini

Simona Molinari, accompagnata dall’Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group, è stata protagonista al Teatro Massimo Bellini con il recital Kairos, incentrato prevalentemente su brani da lei interpretati e, in diversi casi, composti. Magistrali gli arrangiamenti per big band dell’affiatatissima OJS, il cui valore culturale ha ricevuto riconoscimenti pienamente condivisi dal pubblico.
A un anno di distanza dal precedente concerto, sempre al Teatro Massimo Bellini, l’Orchestra Jazz Siciliana si conferma un formidabile strumento di dialogo musicale e di autentico divertimento. Lo spettacolo ha offerto l’occasione di conoscere e approfondire il repertorio di Simona Molinari, artista che attribuisce grande importanza al testo e alla parola: non a caso ha introdotto personalmente ciascun brano, raccontandone il contesto emotivo e creativo.
Purtroppo, dalla mia posizione in sala non è stato sempre possibile cogliere tutte le sfumature della sua voce; ciò nonostante, è emersa con chiarezza una scrittura musicale fortemente autobiografica, capace di restituire le tappe di un percorso umano e artistico: la giovinezza che si apre alla vita, l’amore non corrisposto, la fragilità dell’artista esposta al pubblico, fino alla gratitudine di una cantante ormai consapevole e ricambiata dall’affetto dei suoi ascoltatori.
Non sono mancati brani simbolo come La felicità e Forse (2011), intonato in coro dal pubblico. Ciò che colpisce maggiormente è la versatilità vocale della Molinari: una voce capace di attraversare generi diversi — dallo swing a momenti più intimistici — sempre con una timbrica vellutata, ricca di sfumature e improvvisi slanci espressivi. Tra i momenti salienti, Amore a prima vista, portata al successo anche da Ornella Vanoni, e l’omaggio a Ella Fitzgerald con Mr. Paganini.
Non è mancata una riflessione sul presente, richiamando la figura e le battaglie di Mercedes Sosa, e il brano Peccato originale (2009), dedicato alle molteplici forme dell’amore: quello che nasce e si spegne in una sera, quello che si traveste da libertà ma rivela fragilità e contraddizioni.
L’accompagnamento dell’Orchestra Jazz Siciliana — con cui la Molinari ha costruito negli anni una collaborazione capace di fondere eleganza colta e sensibilità popolare — ha esaltato ogni passaggio musicale. Il finale con Missing di Ennio Morricone ha lasciato nel pubblico il desiderio di restare ancora ad ascoltare.
Alla vigilia del concerto, ai microfoni di Sikelian, la cantante ha raccontato il senso di questo nuovo incontro musicale e il legame speciale con la Sicilia; intervistati anche il presidente dell’OJS Luca Luzzu e il direttore Domenico Riina, con video e montaggio a cura di Lorenzo Sgroi.
In sintesi, nel concerto che l’ha vista protagonista, Simona Molinari ha portato in scena non solo la sua voce, ma una vera e propria riflessione sul ruolo dell’artista, sulle attese del pubblico e sulle ferite private che si celano dietro i riflettori. Un percorso intimo, quasi diaristico, in cui vitalità e vulnerabilità convivono: egocentrica e timida, scenica e fragile. Il risultato è un viaggio emotivo che interroga il rapporto tra voce e vita — perché, come suggeriscono i suoi brani, si vive davvero solo quando si ama, si soffre, si ride e si canta.
Foto e video di Lorenzo Davide Sgroi







