Simmel: la filosofia del denaro

Antonio De Simone, Simmel e il denaro. La cifra dell’essere: simbolo, forme e vita sociale, Mimesis Editore, Milano, 2025, pp. 240.
La nostra società è fondata sul denaro. Quotidianamente gli esseri umani vanno alla ricerca di denaro, scambiano denaro con prodotti e servizi, firmano contratti di finanziamento per ottenere denaro, investono in titoli di borsa per ricavarne profitto e denaro.
Il Prof. Antonio De Simone ha dedicato un brillante saggio alla filosofia del denaro di Georg Simmel pubblicato da Mimesis editore.
È un’opera importante e completa che fa conoscere il pensiero di un filosofo e sociologo che andrebbe maggiormente letto e meditato.
Georg Simmel ha dedicato le sue analisi alla metropoli moderna, alle città industriali tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX secolo. È stato il primo sociologo ad occuparsi della moda. Ha pubblicato un poderoso saggio intitolato Filosofia del denaro.
Il suo pensiero è particolarmente significativo perché ha affrontato tre punti nevralgici della modernità. I primi due sono proprio la metropoli e il denaro. Il terzo punto è rappresentato dalla continua produzione e distruzione di forme nella società moderna. In una fase del suo pensiero, Simmel ha sostenuto che la vita è un flusso inarrestabile del divenire. Da questo flusso si distaccano e si solidificano forme ossia i valori, le norme etiche, il diritto, la cultura, l’estetica, l’arte, ecc.. Tutte queste forme sono un divenuto ed opprimono l’esistenza degli esseri umani che è un violento divenire. Normalmente invece i filosofi sbagliano perché tendono a individuare essenze eterne (idee, valori, la coscienza) e a svalutare il divenire e la quotidianità.
Il denaro, la metropoli e la continua creazione e distruzione di forme sono caratteri anche delle società iper-capitalistiche e post-moderne. Per questo motivo, il pensiero sociologico di Simmel è di fondamentale importanza per comprendere la dissoluzione del soggetto nel XX secolo e le peripezie del consumatore iper-connesso del XXI secolo.
Il disagio diffuso non dovuto alla perdita di valori ma piuttosto al fatto che i valori, le regole, il diritto, l’arte non riescono a stare dietro al divenire della coscienza. E periodicamente gli esseri umani si ribellano a quelli che taluni considerano archetipi eterni.



