Più libri, più liberi: la Fiera delle Polemiche

Com’è noto è in corso a Roma l’edizione 2025 di Più libri, più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria, che ospiterà 604 editori provenienti da tutta Italia. Il tema scelto è Ragioni e sentimenti per celebrare i 250 anni dalla nascita della scrittrice inglese Jane Austen che grazie ai suoi romanzi, scritti nei primi due decenni dell’Ottocento, ha aperto la strada alla narrativa moderna. Ma l’edizione 2025 della fiera non verrà ricordata solo per le novità editoriali perché a tenere banco è la polemica scoppiata per la presenza nella fiera romana di una casa editrice ritenuta di estrema destra, “Passaggio al bosco” che ha in catalogo autori come Leon Degrelle, fondatore del rexismo in Belgio, e Corneliu Zelea Codreanu, leader ultranazionalista e antisemita romeno.
In particolare, 89 artisti e intellettuali (tra cui Daria Bignardi, Alessandro Barbero, Antonio Scurati, Carlo Ginzburg, Anna Foa, Ascanio Celestini, Roberto Vecchioni) hanno scritto una lettera all’Associazione italiana editori (Aie) chiedendone l’esclusione. “Nelle dichiarazioni dell’editore”, si legge nel testo, “questi titoli dovrebbero rappresentare ‘il punto di vista del pensiero identitario’; quale sia precisamente questo punto di vista lo si capisce scorrendo le schede dei libri compilate dall’editore stesso: il pamphlet scritto da Leon Degrelle, fondatore della divisione vallona delle Waffen Ss, rappresenterebbe ‘impareggiabile contributo alla formazione dell’élite militante’. Lo stesso Degrelle, insieme a Corneliu Zelea Codreanu, fondatore della Guardia di Ferro e del Movimento Legionario – due tra i più violenti e antisemiti movimenti fascisti degli anni ’30 in Romania – figurano tra gli interpreti delle ‘più alte virtù di coraggio, disciplina, senso del dovere, altruismo e dominio di sé…, appare evidente che non si tratta di testi di studio o di indagine su determinati fatti”. “Sorge spontaneo chiedere allora all’Associazione Italiana Editori, responsabile dell’assegnazione degli stand: com’è possibile che, pur nel rispetto di ogni orientamento politico, questo tipo di pubblicazione sia stata ritenuta compatibile con il regolamento che viene sottoscritto da ogni editore? Non c’è forse una norma – l’Articolo 24, ‘osservanza di leggi e regolamenti’ – che impegna chiaramente gli espositori ad aderire a tutti i valori espressi nella Costituzione Italiana, nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e nella Dichiarazione universale dei diritti umani ed in particolare a quelli relativi alla tutela della libertà di pensiero, di stampa, di rispetto della dignità umana? Poniamo quindi queste domande e preoccupazioni all’attenzione dell’associazione italiana editori per aprire una riflessione sull’opportunità della presenza di tali contenuti in una fiera che dovrebbe promuovere cultura e valori democratici”.
Immediata la risposta del presidente dell’AIE Innocenzo Cipolletta: “L’appello che ci è stato rivolto da autori ed editori, chiedendoci la ragione della presenza a Più libri più liberi dell’editore Passaggio al bosco tra gli espositori di questa edizione, tocca sensibilità che noi stessi condividiamo e ci consente di chiarire i criteri con cui l’Associazione Italiana Editori ammette i partecipanti alla fiera tra quanti ne fanno richiesta. Lo vogliamo fare nell’immediato con queste poche righe di spiegazione, ma pensiamo anche che un tema così importante possa e debba essere dibattuto in fiera e, fin da subito, vi proponiamo di individuare uno spazio e un momento di discussione all’interno della manifestazione: ne sentiamo l’esigenza per ribadire il nostro impegno per il rispetto dei valori della nostra Costituzione”.
In seguito a questi fatti Zecocalcare ha rinunciato a presentare il suo Nel nido dei serpenti (Bao), e il Comune di Roma, con l’assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, ha deciso di non partecipare alla conferenza di apertura della manifestazione. Una decisione di cui si è inevitabilmente parlato anche durante la presentazione dell’evento, a cui già nella giornata inaugurale hanno partecipato tantissime scolaresche e un numero notevole di visitatori. Non credo che boicottare una fiera serva a combattere il fascismo e il nazismo — ha detto Annamaria Malato, presidente di Più libri, più liberi —.
Durante la visita alla fiera è intervenuto anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli: “Si può giudicare nel peggiore dei modi o inaccettabile un punto di vista di un editore, però la risposta più giusta è non censurare o non assentarsi dal dibattito pubblico. Contestare, dibattere, discutere. Ma mai rinunciare alla battaglia”.
Chi ha ragione? gli editori che hanno deciso di non andare sottolineando, giustamente, la loro distanza dal nazifascismo, oppure gli editori, come il mio editore Algra, che hanno preferito non perdere uno spazio importante per la presentazione dei loro prodotti in un periodo difficile per l’editoria?
La risposta è semplice: gli uni e gli altri. Tuttavia, sarebbe stata più incisiva la presenza di tutti e sarebbe stata più efficace una protesta congiunta all’interno della Fiera come hanno deciso di fare alcuni editori. Una serrata simbolica, organizzata da una serie di editori, che avevano già firmato l’appello contro la presenza della casa editrice e che hanno deciso di oscurare i loro stand, sabato, dalle 15,00 per circa mezz’ora.




