Spettacoli

Nayden Todorov e Jinzhu Li protagonisti al Teatro Massimo Bellini

Il concerto sinfonico Violino e Virtuosité, al Teatro Massimo Bellini, ha visto sul podio Nayden Todorov, direttore d’orchestra celebre anche per il suo incarico di ministro della Cultura in Bulgaria, sua patria. Regina della serata è stata l’applauditissima violinista cinese Jinzhu Li, giovanissima solista: un elegante “fuscellino” in rapida ascesa nel mondo della musica. La sua interpretazione, intensa e convincente per il controllo tecnico impeccabile, ha conquistato non solo il pubblico ma anche gli orchestrali, che le hanno manifestato una spontanea approvazione, scambiandosi cenni di intesa durante l’esecuzione.
La serata musicale si è aperta con una composizione perfetta per catturare subito l’attenzione del pubblico e portare la solista Jinzhu Li al centro della scena. Il Concerto n. 5 per violino di Alexey Shor (Kiev, 1970) – la cui biografia offre più di uno spunto romanzesco- segue una logica musicale chiarissima: un brano melodico, comunicativo, di impatto, con un linguaggio immediato, cantabile, a tratti cinematografico, brillante e danzante nel movimento conclusivo. A seguire, l’Introduction et Rondo capriccioso di Camille Saint-Saëns (1863) ha rappresentato il momento più virtuosistico della serata ed ha dato modo a Jinzhu Li di consolidare l’approvazione del pubblico nei suoi riguardi.
Dopo l’intervallo, l’orchestra si è immersa nelle Quattro impressioni norvegesi di Igor Stravinskij (1942), brano notevole nei momenti in cui le sezioni dei fiati emergono con autonomia quasi solistica. A concludere la serata, la Sinfonia n. 9 di Dmitrij Šostakovič, che mostra la doppia anima — giocosa e inquieta — del compositore russo, indotto dal regime a scrivere in gran fretta la sinfonia (composta tra il 26 luglio e il 30 agosto 1945) per celebrare le vittorie ed i successi militari dell’Unione Sovietica nella Seconda guerra mondiale.
L’orchestra del Teatro Massimo Bellini, sotto la direzione del celebre Nayden Todorov, ha brillato con un programma di sala che ha invitato il pubblico a guardare alla storia della musica non come linea rigida e in sequenza cronologica, ma come dialogo continuo tra passato, presente e futuro. Il pubblico ha accolto la serata con entusiasmo, apprezzando sia la scelta del programma sia l’affiatamento evidente tra direttore, solista e orchestra.

Articoli correlati

Back to top button