Cronaca

Musumeci si oppone al rientro dei boss in Sicilia

Il presidente della Regione Nello Musumeci, prende posizione sull’incredubile vicenda dei boss che rientrano in Sicilia, e dichiara di essere assolutamente contrario che ritornino a casa a causa dell’emergenza coronavirus. Una vicenda che sta provocando sconcerto e indignazione nell’opinione pubblica e, così, Musumeci dice senza fronzoli e in modo duro richiamando l’attenzione dello Stato: “Esistono ragioni di sicurezza, di ordine pubblico e di buon senso per dire no al rientro di alcuni detenuti pericolosi nei luoghi dove vivevano e dove hanno commesso gravi reati. Ecco perché certe decisioni lasciano sbigottiti”. Soprattutto, solo per citare due casi in Sicilia, dopo le recenti scarcerazioni di Bonura, La Rocca.
“L’incredulità che provano alcuni magistrati, da sempre in prima linea, è la stessa che sta provando la gente comune. Se proprio si rende necessario assegnare agli arresti domiciliari personaggi mafiosi di spessore, allo scopo di decongestionare le carceri in questo periodo di epidemia, si prendano assolutamente in considerazione soluzioni diverse”.
Il governatore siciliano si rivolge in modo accorato al premier Conte e ai ministri dell’Interno Lamorgese e della Giustizia Bonafede, affinché si prendano in considerazione altre decisioni in ordine alla scarcerazione e, comunque, misure alternative che non li restituiscano alle aree dove hanno dominato incontrato commettendo gravi delitti. “La Sicilia è una terra che oltre ad avere pagato un altissimo tributo al potere mafioso – continua Musumeci –  in termini di vite spezzate e di sviluppo negato, non può correre il rischio che il ritorno a casa di alcuni boss riaccenda chissà quali dinamiche di potere all’interno delle organizzazioni criminali”»
Intanto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, chiamato in causa da più parti, ha detto che «d’accordo con il presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra», interverrà con proposte che “saranno inserite verranno inserite nel prossimo decreto legge.”
Il Guardasigilli reputa necessario che l’intera vicenda  debba avere  «maggior approfondimento quella di coinvolgere la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo nelle decisioni relative ad istanze di scarcerazione di condannati per reati di mafia».
“La lotta alle mafie – ha detto  Bonafede – è una cosa seria. Parlarne in maniera superficiale, gettare un tema così importante nella caciara quotidiana, mentire ai cittadini dicendo che c’è una legge (o addirittura una circolare) di questo governo che impone ai giudici di scarcerare i mafiosi, è gravissimo». «Le decisioni sulle scarcerazioni per motivi di salute – ha riaffermato il  ministro – vengono adottate in piena autonomia e indipendenza dalla magistratura. Lo sanno tutti… o forse no, a giudicare da qualche video in rete. Ad ogni modo, ho avviato tutti gli accertamenti interni ed esterni, anche presso l’ispettorato, sulle varie scarcerazioni. Ma questo non basta. D’accordo col Presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra, siamo pronti a intervenire a livello normativo. Alcune delle proposte verranno inserite nel prossimo decreto legge», continua Bonafede.«Tra queste proposte, merita maggiore approfondimento quella che mira a coinvolgere la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e le Direzioni Distrettuali Antimafia e Antiterrorismo in tutte le decisioni relative ad istanze di scarcerazione di condannati per reati di mafia (ieri sera abbiamo emanato una circolare che va in questa direzione). Come al solito, nessuna chiacchiera: soltanto leggi scritte nero su bianco». Speriamo che non si entri nel solito vicolo cieco dello scarica barile tra poteri dello Stato  che, poi, alla fine conduce ad un nulla di fatto.

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