Aprile 19, 2026 16:13

Giulietta Irene Gionfriddo

Writer & Blogger

Longevità e nuove sfide della sanità: la geriatria al centro del cambiamento

Intervista al dottor Alfio Cimino in occasione delle Giornate siciliane di Geriatria e Gerontologia

In Italia si vive più a lungo che in passato, ma la longevità, da sola, non basta più a definire il progresso. A fronte di un aumento dell’aspettativa di vita, cresce infatti la complessità clinica, sociale e assistenziale della popolazione anziana. È in questo scenario che la geriatria assume un ruolo sempre più centrale, chiamata non solo a curare, ma ad interpretare i cambiamenti profondi della società.

Se ne parlerà l’8 e 9 maggio a Siracusa, all’Hotel Parco delle Fontane, in occasione delle Giornate siciliane di Geriatria e Gerontologia – “Una sanità forte a difesa degli anziani”, appuntamento che riunirà professionisti sanitari attorno ai temi della fragilità, della cronicità e delle cure innovative per la popolazione anziana. L’incontro è aperto anche a un pubblico non specialistico, con l’obiettivo di sensibilizzare sulle tematiche trattate.

Ne abbiamo parlato con il promotore e responsabile scientifico del congresso, il dottor Alfio Cimino, responsabile della UOSD di Geriatria del P.O. Umberto I di Siracusa e punto di riferimento nella cura degli anziani a Siracusa.

Quali saranno i temi principali del congresso?

«Il programma è molto ampio e affronta le principali patologie che colpiscono gli anziani: dal declino cognitivo e le demenze, estremamente diffuse, alle patologie legate al diabete, con particolare attenzione ai nuovi trattamenti, come gli anticorpi monoclonali e le più recenti innovazioni farmacologiche. Affronteremo anche osteoporosi e approcci riabilitativi, scompenso cardiaco, insufficienza respiratoria nell’anziano e la gestione delle fratture da fragilità, oltre a molte altre condizioni tipiche dell’età avanzata».

Chi parteciperà all’evento?

«Parteciperanno numerosi specialisti e figure di rilievo del panorama nazionale. Sarà presente, come in tutte le 14 edizioni, il presidente nazionale della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia (SIGG), il professor Dario Leosco, una presenza costante che per noi rappresenta motivo di grande orgoglio. Ci saranno inoltre primari, responsabili di reparto e docenti universitari, tra cui il professor Salvatore Piro, direttore della Scuola di Specializzazione in Geriatria dell’Università di Catania; il professor Giorgio Basile, direttore della Scuola di Specializzazione in Geriatria dell’Università degli Studi di Messina e presidente della sezione siciliana della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia (SIGG), e il professor Mario Barbagallo, direttore della Scuola di Specializzazione in Geriatria di Palermo e presidente della IAGG-ER (International Association of Gerontology and Geriatrics- European Region), insieme a specialisti in medicina interna, cardiologi e fisiatri».

La presa in carico degli anziani è solo una questione sanitaria o anche sociale?

«Non possiamo più permetterci di considerarla solo in termini sanitari: è una vera e propria questione sociale. La geriatria è la disciplina medica del futuro, perché la popolazione anziana cresce in modo esponenziale. Oggi gli anziani rappresentano circa un quarto della popolazione italiana, ma secondo le previsioni arriveranno al 33% nel prossimo decennio. Questo impone alla società di adeguarsi ad assistere un numero crescente di anziani, offrendo terapie sempre più moderne ed efficaci»

Quali sono le principali innovazioni terapeutiche?

«Ci sono importanti passi avanti: dalle gliflozine nel trattamento del diabete e dello scompenso cardiaco, ai farmaci innovativi per l’Alzheimer, fino all’immunoterapia e agli anticorpi monoclonali. L’Alzheimer, in particolare, è una patologia in aumento che crea grandi difficoltà ai pazienti e alle famiglie».

Il Servizio sanitario si sta orientando verso una maggiore continuità assistenziale?

«Oggi si stanno sviluppando percorsi integrati e personalizzati per la presa in carico del paziente cronico, con una crescente attenzione al ruolo delle famiglie. Per esempio, alla dimissione del paziente viene spesso attivata la teleassistenza, che consente il monitoraggio dello stato di salute attraverso videoconsulti. Si sta diffondendo sempre più anche l’attivazione dell’ADI, l’Assistenza Domiciliare Integrata, che garantisce servizi sanitari e sociali direttamente a domicilio per il paziente cronico, fragile e a rischio di perdita d’autonomia. Un ulteriore passo avanti sarà rappresentato dalle Case di comunità e dagli Ospedali di comunità, che stanno iniziando ad essere attivati e che ci auguriamo diventino pienamente operativi, per garantire un’assistenza più capillare».

Esistono strategie di prevenzione per il declino cognitivo e l’Alzheimer?

«Non esiste un vero e proprio protocollo di prevenzione. Tuttavia, è fondamentale mantenere la mente attiva e allenata: impegnarsi socialmente, leggere, frequentare altre persone. Questo non impedisce il declino cognitivo, ma può sicuramente rallentarlo in modo significativo».

Quanto è importante fare rete tra i vari ospedali siciliani?

«È fondamentale. Dobbiamo diffondere un messaggio chiaro: la geriatria non è la “cenerentola” della disciplina medica, ma il cardine della sanità pubblica. Si occupa di una quota sempre più ampia della popolazione, ma con risorse ancora limitate, con pochi reparti operativi e pochi specialisti. È necessario rafforzare la rete geriatrica territoriale, aumentare il numero di reparti e sviluppare ambulatori specialistici. Tra le proposte, avanzate durante i congressi nazionali, c’è anche quella del geriatra di famiglia, sul modello del pediatra, per garantire assistenza specialistica a domicilio, ridurre l’affollamento dei pronto soccorso ed evitare ricoveri impropri, che possono causare perdita di autonomia e disorientamento nei pazienti anziani».

Le Giornate di Siracusa si propongono da anni come momento di aggiornamento scientifico e come spazio di elaborazione e aggiornamento sulle tematiche geriatriche.

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