Un libro da raccontare

Le parole dimenticate di Gesù

Moltissime sono state durante quest’anno le pubblicazioni che trattano di Gesù, del Cristianesimo, di San Francesco.

In Turchia è stato celebrato con grande risalto mediato i 1700 anni dal Concilio di Nicea alla presenza di Papa Leone XIV e di molti importati patriarchi ortodossi. Questo importante assemblea convocata nel 325 dall’Imperatore Costantino stabilì che Gesù è “Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato della stessa sostanza (omousios) del Padre”. Con questa importante decisione i padri conciliari rigettarono la tesi di Ario di Antiochia secondo la quale Gesù, ossia il Logos, era stato creato. Secondo questo teologo, il Logos era una creatura speciale ma subordinata a Dio padre.

La formulazione del Concilio di Nicea viene anche brutalmente definita “cristologia alta” perché identifica Dio Padre e Gesù. Altri teologi hanno invece sostenuto nel corso di tutta la storia cristiana. Nella visione ariana, al contrario, Gesù è subordinato rispetto a Dio padre. Secondo altri, Gesù sarebbe un uomo adottato da Dio. Specie nei primi secoli, alcuni gruppi sostenevano che Gesù fosse un angelo di Dio. Queste ultime posizioni sono classificate come forme di “cristologia bassa”.

Papa Leone XIV ha ribadito in tutto e per tutto il dettato del Concilio di Nicea e l’unicità salvifica di Cristo. Nelle librerie è in vendita anche Gesù e Cristo di Vito Mancuso che ripropone in forma molto particolare una cristologia sostanzialmente diversa da quella del Concilio di Nicea. Disgiungendo Gesù e Cristo, questo teologo dà spazio e riconosce valore anche ad altre grandi figure spirituali. Secondo alcuni teologi del pluralismo religioso, Dio è una Realtà assolutamente inconoscibile che si mostra parzialmente in una pluralità di grandi figure come Gesù, Mosè, Buddha, Krishna, Zoroastro, Confucio, Maometto. Nessuna però può rivendicare per sé di essere l’Assoluta e Definitiva rilevazione di Dio. Secondo un teologo, Dio è un Noumeno inconoscibile, mentre gli esseri umani conoscono le parole dei loro fondatori e i fenomeni storicamente condizionati delle varie religioni.

C’è un notevole dibattito su questi argomenti. Molte pubblicazioni hanno grande risalto mediatico. È un panorama molto ricco e variegato. Si va dalle dotte ricostruzioni storiche alle raffinate e quasi incomprensibili elaborazioni teologiche, ai luoghi comuni per il credente medio poco avvezzo alla lettura della Bibbia sino alle solenni stupidaggini.

Per superare questa ubriacatura di fine anno, a nostro modesto avviso, sarebbe opportuno sfogliare il bellissimo libro “Le parole dimenticate di Gesù” curato da Mauro Pesce.

Questo prezioso volume raccoglie tutti i detti di Gesù contenuti nelle opere dei primi secoli della Cristianità che non siano i Vangeli canonici (Matteo, Luca, Marco e Giovanni). Una parte di questi detti sono citazioni tratte da testi del Nuovo Testamento come gli Atti, le Lettere e l’Apocalisse.

Una sezione è dedicata alle varianti dei manoscritti dei vangeli canonici. Gli studi esegetici sui manoscritti, infatti, hanno individuato numerose varianti di uno stesso passo. Il volume curato da Pesce riporta varianti dei detti di Gesù.

Inoltre, una lunga parte è dedicata ai vangeli apocrifi (es. Vangelo di Tommaso, Vangelo dei Nazireni, Vangelo degli ebioniti), ossia testi che la Chiesa ha escluso dal canone dei libri sacri a partire dal IV secolo in poi. Il curatore ha raccolto, anche, testimonianze contenuti in papiri e in testi dei primi apologeti cristiani.

Il volume è molto corposo ed è una vera e propria miniera di parole di Gesù. Una gran parte di questi detti provengono da opere che sono molto lontane dall’impianto dogmatico, dottrinale e liturgico delle grandi Chiese istituzionalizzate che si è depositato nel corso dei secoli. Non ci sono le iperboli poetiche dei mistici o i cabalismi degli esoteristi o ardite trovate di teologi che insegnano in grandi università. Il lettore viene posto in modo più diretto ed essenziale con le parole dimenticate di Gesù.

M. Pesce (a cura di), Le parole dimenticate di Gesù, Fondazione Lorenzo Valla, A. Mondadori editore, Milano, 2004.

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