Un libro da raccontare

La verità sul romanzo “Il piccolo mondo” di Aida Messina

Siamo artefici del nostro destino e nessuno può veramente manipolarci né adularci. Sì, Aida Messina scrittrice e poetessa non accetta stereotipi immaginari come ad esempio infantile e semplice. Chissà che fine avrà mai fatto presso il remoto giornale Axada Magazine, chi ha cercato di manipolare la stimata autrice del noto romanzo “Il piccolo mondo”.
Tutti in cerca della consapevolezza sul libero pensiero impostato nelle vicende romanzate ed autobiografiche ambientate a Grammichele, non “al Pime di Massannunziata” come sostenevano “gli infiltrati di Jorge il curioso”.
Un romanzo prevalentemente frainteso da molti che oscilla tra vicende vissute e momenti immaginari per rompere il ghiaccio in una società difficile da affrontare.
Momenti reali sono sicuramente le pesanti vessazioni ed accuse di compagni di scuola, insegnanti e purtroppo colleghi di corsi formativi. Proprio Erica timida, volenterosa e Giustiziera si attiene ad un presente memore di ciò che è stata per un futuro imprevedibile agli occhi di una società a quanto pare in decadenza.
Non c’è bisogno di diventare troppo prolissi nei rapporti romantici tra Erica e l’ipotetico biondino dagli occhi azzurri, trattandosi di pura immaginazione. Inoltre anche il cosiddetto futuro avvocato è frutto di fantasia contro una realtà che non ha bisogno di Borghesi.
Persino Adriana l’imprenditrice è immaginaria ed è considerata un’utopia .
Contrariamente a “Jorge il curioso” , altro che “fratelli e sorelle di questi tempi”, c’è un mondo che finge di capire.
Sicuramente nel romanzo “Il piccolo mondo” risalente all’anno 2015, l’autrice sostiene la forza di Dio in maniera profonda e senza troppi giri di parole.
Sempre in via di preparazione i concetti di poesia e libertà per la giovane autrice del piccolo mondo tra poesia e realtà di ragionevole dolore. Tenendo presente il recente attestato di merito Michelangelo Buonarroti per la poesia edita.

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