Il Teatro Massimo Bellini ha aperto ancora una volta le porte al jazz e allo swing, registrando il tutto esaurito. Il recital “La tromba e il jazz” ha avuto per protagonisti l’acclamata HJO Jazz Orchestra, diretta da Benvenuto Ramaci, insieme al trombettista Fabrizio Bosso, tra i più autorevoli interpreti della scena contemporanea.
Più che un semplice concerto, il recital si è configurato come un vero e proprio percorso narrativo, costruito attorno a uno degli strumenti più iconici della musica moderna. La tromba è diventata voce guida di un dialogo capace di mettere in relazione tradizione e contemporaneità del jazz, muovendo dalle esplorazioni ritmiche e timbriche degli arrangiamenti del maestro Giuseppe Emmanuele, pianista e compositore.
Il programma, come emerge dalle note di sala, si è sviluppato come un mosaico di stili, capace di tenere insieme l’eredità del bebop novecentesco e nuove prospettive sonore. In filigrana si colgono richiami a figure fondamentali del jazz come Dizzy Gillespie e Clifford Brown, accanto a incursioni nella canzone d’autore italiana, come Sergio Endrigo con “Io che amo solo te”.
Le interviste rilasciate dai protagonisti restituiscono il clima di affiatamento e partecipazione che ha reso possibile il dialogo tra solista e orchestra. Video e montaggio di Davide Sgroi.
A fare da sfondo alla serata, un elemento inatteso ha attraversato il pubblico come un brusio sommesso. Tra le poltrone, prima dell’inizio del recital, ha cominciato a circolare con insistenza una notizia non ancora ufficiale: la possibile chiusura del Teatro Massimo Bellini per lavori, con tempi di riapertura incerti. Un sussurro che ha lasciato molti spettatori sgomenti. Solo l’indomani, nel corso di una conferenza stampa, la dirigenza del teatro ha chiarito termini e modalità dell’intervento, ridimensionando in parte l’allarme.
Un momento inatteso ha poi alleggerito l’atmosfera della serata. Chiamato sul palco, prima dei bis, Giuseppe Emmanuele — presumibilmente seduto in platea — ha raggiunto il pianoforte con un balzo un po’ troppo audace, restando per un attimo sospeso tra platea e palcoscenico. Pronto l’intervento del direttore Benvenuto Ramaci, accorso a sostenerlo. Un piccolo fuori programma, accolto con divertita partecipazione dal pubblico, che ha restituito alla serata una dimensione più spontanea e umana.
Ovazione finale per la HJO Jazz Orchestra e per la tromba di Fabrizio Bosso.
Foto e video di Lorenzo Davide Sgroi
