Dopo il grande successo di pubblico, nel suo esordio a Sant’Agata Li Battiati (Teatro Gilberto Idonea), domenica 8 febbraio, ore 18.00, “La Lupa del Verga e il Sax” andrà in scena al Teatro del Canovaccio, via Gulli, n.12, Catania. Un monologo in lingua siciliana di Alessio Patti, con l’adattamento teatrale di Giada Circonciso, l’accompagnamento musicale al Sax di Lillo Greco, la voce fuori campo di Mario Opinato, il canto di Cinzia Caminiti e il suono e i mixaggi di Marco Napoli dei Fratelli Napoli.
Si tratta di una narrazione potente e drammatica che si ispira alla celebre novella di Giovanni Verga. Pubblicata inizialmente sulla «Rivista nuova di Scienze, Lettere e Arti» nel febbraio del 1880 e poi oggetto di una riduzione teatrale negli anni Novanta dell’Ottocento, La Lupa è una novella cruciale per comprendere come la tematica amorosa non sia estranea al verismo verghiano. Al di là del riferimento realistico (pare che Verga si sia ispirato a un fatto accaduto), la novella mostra come la tecnica verista di Verga si presti non solo all’analisi dei motivi socio-economici alla base della società arretrata siciliana, ma anche alla rappresentazione delle forti pulsioni che attraversano l’animo umano e dei loro effetti gravemente dirompenti. Il comportamento della protagonista, in primo luogo, rappresenta una sfida alla morale dominante in una comunità contadina del Sud, fortemente legata alle proprie tradizioni, ai propri costumi, nonché alle proprie credenze.
In secondo luogo, la Lupa, simbolo dell’eros e del tabù dell’incesto, è completamentealiena alla legge della “roba”, ed anzi non esita a trasgredirla e a violarla, sacrificando la figlia, la sua dote e anche i propri averi per avere ciò che desidera.
L’omicidio finale a colpi di scure rappresenta, in fondo, un rito catartico con cui la comunità elimina dal proprio interno un elemento dirompente e destabilizzante.
“La Lupa del Verga e Sax”, in scena al Teatro Al Canovaccio, traslata in “Lingua aulica siciliana” da Alessio Patti, rappresenta un omaggio alla radice profonda, solenne, nobile della nostra lingua, cultura, storia, linguaggio, bellezza e arte.
Una contaminazione e un esperimento originale: SAX, Jazz si mescolano al dramma di fine Ottocento per ricordare esperienze segnate da profonde ferite storiche: quella degli Afroamericani (Razzismo strutturale) e quella dello sfruttamento socio-economico dei Siciliani. Schiavitù e razzismo da un lato, sfruttamento feudale e mafia dall’ altro. Condizioni socio-economiche intrise di dolore e storie di vita drammatiche e angosciose.
Tutto questo sarà portato in scena insieme alla musica come facevano i musicisti di New Orleans – mescolando jazz, swing e un tocco di pop – per rendere la straordinaria commistione più contemporanea. La Lupa, simbolo di una sensualità animalesca, si racconterà attraverso un delirio senza fine. Interrogherà sé stessa e lo farà attraverso le corde “Suono e voce” di un’attrice, un’interprete che accoglierà tutto lo strazio di questa donna, il desiderio insaziabile e la rottura delle convenzioni sociali in una Sicilia arcaica e patriarcale.
