Novembre 3, 2026 18:29

Silvana Raffaele

Writer & Blogger

L.A.V.A. una danza proiettata verso il futuro

Dal 23 ottobre è in scena, in prima nazionale assoluta, alla Sala Verga del teatro Stabile di Catania L.A.V.A., uno spettacolo di danza contemporanea nato da un felice incontro tra i coreografi Emilio Greco, Pieter C. Scholten (ICK Dans Amsterdam) e Roberto Zappalà (Compagnia Zappalà Danza / Scenario Pubblico). Regia, Concept e Coreografia: Emio Greco, Pieter C. Scholten e Roberto Zappalà. Musica/Sound Design: Salvador Breed. Costumi: Clifford Portier. Disegno Luci: Ulysse Fontaine e Pieter C. Scholten. Interpreti: Dodici danzatori della Compagnia Zappalà Danza e di ICK Dans Amsterdam. Coproduzione: ICK Dans Amsterdam, Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza, Teatro Stabile di Catania.
Roberto Zappalà e la compagnia danza di cui è direttore e coreografo è una bella realtà artistica, tutta catanese ma al contempo internazionale, che si è fatta avanti, nell’ultimo trentennio, con il suo linguaggio innovativo e in consonanza con le correnti europee.
Di lui scrive Nicoletta Severino: “Tutto in scena diventa corpo, azione, sensazione, quasi sembra di trovarsi di fronte ad un quadro in movimento. Ne viene fuori una danza istintiva e potente, sensuale e molto fisica, una danza carnale ed allo stesso tempo delicata, vibrante di poesia e dalle suggestioni vivide”
L’acronimo del titolo (Lotta, Avversione, Vuoto, Astrazione) vuole indicare con le quattro parole chiave un parallelo e un confronto /scontro, attraverso i corpi dei danzatori, tra le forze geologiche e quelle umane e sociali che procedono come la imprevedibile realtà del magma.
Tra il magma, infatti, che ingorga la bocca del vulcano alla ricerca di una via di uscita e le tensioni sociali fino al confitto e allo scoppio della rivolta, la coreografia si muove alla ricerca della trasformazione attraverso non l’armonia ma l’attrito.
Dal contrasto nascono nuovi linguaggi fisici e sonori, nuove forme di danza con al centro gli spettatori coinvolti in un panorama esplosivo di energia, resistenza e flussi sotterranei.
“L’immaginario dello spettacolo – sottolineano in conclusione le note di regia – trova una particolare risonanza a Catania, città profondamente legata alla presenza dell’Etna e alla convivenza quotidiana con una natura capace di generare distruggere e trasformare”.

Foto di Serena Nicoletti

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