In qualunque modo e comunque sia è il libro scritto da Daniela Rinaldi e Manuela Zingale. Sono madre e figlia, unite da un legame profondo e che, come si legge nella quarta di copertina, “danno voce a un viaggio che attraversa le pieghe più intime della loro esperienza, tra dolore, speranza e trasformazione”. La vita di Manuela Zingale è segnata da prove difficili, un lutto drammatico che precede la sua nascita, la perdita dolorosa del suo migliore amico nell’adolescenza, e infine un incidente che stravolge il corso della sua esistenza, lasciando tracce profonde nel corpo e nell’anima.
Un libro intenso, di vita vera, per molti versi sconvolgente. Più e più pagine arrivano come un pugno nello stomaco. Vorresti chiuderlo e non continuare a leggere ma non ci riesci perché la storia di Manuela ti intriga sia per la pregnante scrittura, sia perché la sua profondità ti scava dentro.Il libro racconta la fragilità, l’irrequietezza e la ribellione di un’adolescente, il rapporto conflittuale con i genitori, il difficile percorso di Manuela nel trovare il suo posto nel mondo, ma anche la discesa nell’abisso e la difficoltà di rimettersi in piedi, di ricostruire la sua identità e di accettare la sconvolgente realtà che la riguarda, sospesa tra la vita e la morte. Una storia reale di resilienza dopo un gravissimo incidente che cambia la vita, che distrugge i sogni, i rapporti amorosi e amicali. A Manuela accadono cose che solo una mamma può capire. E che, purtroppo, solo una mamma può sentire.
Un romanzo pieno di emozioni dove una madre rimane sempre una madre. Non smette mai di esserlo. Qualunque cosa accada. Anche quando non esiste nulla di più difficile al mondo. Sono solo due donne che devono in qualche modo superare lo sgretolarsi delle loro speranze, dei loro progetti di vita e dei loro sogni. Due donne che devono sopravvivere e che dolorosamente e coraggiosamente devono considerare l’incidente gravissimo, che ha stravolto le loro vite, non come la fine ma come un punto di partenza per una profonda riflessione filosofica sul senso della vita e su cosa definisca realmente un essere umano. L’incidente è una rottura, un trauma che divide la vita in “prima” e ” dopo”.
Manuela deve elaborare il lutto della sua perduta identità, della trasformazione della bella ragazza di un tempo e della vita spezzata nell’incidente. Peraltro, la narrazione in prima persona permette di sentire lo smarrimento, la paura e la lenta consapevolezza della protagonista. È una lettura coinvolgente, a tratti commovente, che spiazza il lettore con risvolti etici inaspettati. È una storia che fa riflettere profondamente. Non è la semplice storia di una “sopravvissuta e tornata alla normalità”, ma il racconto sofferto di una “rinascita” dopo un drammatico trauma. La protagonista non è più la stessa di prima, né fuori, né dentro e la sua lotta per capire chi è diventata è un viaggio emotivo potente.
Non è solo una storia di dolore, ma un viaggio autentico di resilienza e di amore. Con una scrittura intima e toccante, l’autrice condivide la difficile riabilitazione, la forza dei legami familiari e la bellezza delle piccole cose che diventano ancora più preziose quando tutto sembra perduto. “Un libro che invita a riflettere sul valore del tempo e sulla capacità di trovare la luce anche nelle situazioni più buie. Resisti, vivi, ama… in qualunque modo e comunque sia”. Un libro che contiene la stessa carica narrativa del romanzo di Barbara Garlaschelli, Sirena mezzo pesante in movimento: a sedici anni un incidente in una bella giornata al mare e inizia il suo calvario, il ricovero in vari ospedali, che dura 10 mesi. Dieci mesi raccontati quasi giorno per giorno per capire che non camminerà più. Dieci mesi per riflettere e decidere se continuare a vivere oppure vegetare: il suo corpo non sarà mai più quello di prima, ma la sua mente è ancora libera di scegliere se vivere la sua vita oppure lasciarsi andare al trascorrere del tempo. Decide di vivere, aiutata da tanti, dal terapeuta agli amici, si laurea in Lettere moderne alla Statale di Milano e comincia a scrivere: nel 2004 vince il premio Scerbanenco con il romanzo Sorelle ma il suo libro più venduto resta Sirena.
Un percorso simile è quello che farà Manuela. Si laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione e attualmente gestisce New Life – “un nome dal forte valore simbolico” – un negozio di abiti e oggetti vintage “che rappresenta la sua filosofia di vita: dare nuova vita alle cose, così come alle emozioni e alla storia”.

