Economia

Il Recovery Plan e la Sicilia

Cosa prevede per la Sicilia quella che adesso si chiama “Next Generation Italia”, che ora è da un cifra inziale di 222 miliardi a 310 miliardi di euro e che dovrà stimolare anche gli investimenti privati, con un impatto previsto sul Pil dell’Italia di 0,5 punti quest’anno, 0,7 nel 2022, 1,5 punti nel 2023, 1,8 nel 2024, 2,5 punti nel 2025 e 3 punti nel 2026. Occorre vare anche un piano di riforme della giustizia, del fisco, del turismo, della scuola, della concorrenza, del digitale e dell’innovazione produttiva, del settore delle rinnovabili e delle concessioni, e del settore idrico. In tal senso gli assi strategici di tali finanziamenti sono il “Digitale e innovazione”, “Transizione ecologica” e “Inclusione sociale” con al centro parità di genere, giovani, Sud e riequilibrio territorio. Vi sono quindi delle linee guida europee che sono poste a base per l’attuazione del Piano di ripresa e resilienza, che si presenterà al Parlamento con un modello di governance che si faccia carico di identificare la responsabilità della realizzazione del Piano, che riesca a garantire il coordinamento con i ministri competenti a livello nazionale e gli altri livelli di governo, monitorando gli stati di progresso e di avanzamento della spesa. Certo la politica italiana non offre una buona prova di sé e comunque l’attuazione del piano è messo in sicurezza poiché verificato e controllato dalle autorità europee. Il “Recovery Plan” era composto da 179 e ora è stato ampiamente modificato con un artefice principale, in virtù della sua lunga esperienza da eurodeputato, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che si è avvalso dell’aiuto fattivo di Vincenzo Amendola e Giuseppe Provenzano e dalle strutture tecniche dei ministeri Affari europei, Infrastrutture, Sud e dell’Agenzia per la coesione territoriale. La nuova riscrittura viene definita il Piano nazionale di Ripresa e resilienza secondo i canoni richiesti dall’Ue e in più, Gualtieri, essendo stato nella commissione per i Problemi economici dell’Europarlamento, ha consolidato le risorse di “Next Generation EU”, di “React-EU” e del Fsc con i programmi nazionali di investimento, con la Nadef e con la legge di Bilancio riguardo alle misure in comune, portando il plafond a ben 310 mld. Un piano davvero senza precedenti e con differenti tipi di svolgimento. In tal senso rispetto al primo piano vi è un ridimensionamento delle risorse assegnate al digitale (il 20%) e alla svolta green (il 37%) e un aumento di fondi per infrastrutture (33,14 mld), cultura e turismo (8,30), istruzione e ricerca (34,4 più 7 per ristrutturazione e costruzione di scuole) e sanità (20,73). Sono poi sono sparite voci presenti nella prima versione come per esempio le 11mila assunzioni nella giustizia o singoli progetti sui fronti del digitale, del green, della scuola e della cultura.

La Sicilia avrà finanziate una serie di infrastrutture che saranno realizzate con i criteri del decreto Semplificazioni. Connesse con la viabilità dell’Isola c’è l’Alta Velocità ferroviaria via Salerno e Napoli, con Taranto che, oltre all’hub logistico portuale cinese, che beneficerà dell’idrogeno per la decarbonizzazione dell’ex Ilva. Mentre andando più a Sud si cita solo la “massima velocizzazione” della ferrovia Salerno-Reggio Calabria. Per venire all’Isola appare l’esigenza di realizzare l’asse prioritario della velocizzazione della Palermo-Catania-Messina, con l’unica tratta in esecuzione da Bicocca a Catenanuova e le altre da progettare. Poi viene citato l’adeguamento della ferrovia Circumetnea, l’elettrificazione del nodo di Catania, l’inserimento nel piano Stazioni al Sud, fondi Fsc per la rete ferroviaria regionale e per i nodi di Palermo e Catania, il collegamento con l’aeroporto di Trapani Birgi e quello col porto di Augusta; il trasporto rapido di massa a Palermo. Riguardo ai porti si prevede la valorizzazione delle Zes, l’elettrificazione delle banchine, “infrastrutture resilienti ai cambiamenti climatici” nei porti di Palermo e Catania e poi finanziamenti per i progetti esecutivi del presidente di Palermo, Pasqualino Monti, come i 78 mln per il consolidamento dei moli S. Lucia, Vittorio Veneto e Piave, della diga dell’Acquasanta e del porticciolo dell’Arenella, nonchè l’aumento della capacità portuale di Trapani con 67 mln per il dragaggio e l’efficienza energetica dei porti dello Stretto di Messina. Il Sud e Sicilia potrebbero inserirsi trasversalmente in tutti gli altri programmi quali la digitalizzazione della P.a. con la creazione di Poli strategici nazionali e le infrastrutture del Sistema operativo Paese; la semplificazione e il lavoro agile nella P.a. con i Poli territoriali; 3,5 mld per la riforma della giustizia, in particolare dei processi civile e penale e dell’ordinamento giudiziario; 40 edifici pubblici da riqualificare e la costruzione delle cittadelle giudiziarie; 180 mln in infrastrutture digitali per le filiere agroalimentari al Sud; 750 mln per l’industria dei microprocessori e della microelettronica; il sostegno della produzione di energia da fotovoltaico di nuova generazione per passare da 200MW l’anno a 2GW entro il 2025; l’installazione di sistemi di accumulo di energia; l’incentivo all’acquisto di 6 mln di veicoli elettrici entro il 2030, di cui 4 mln elettrici e 2 mln plug-in ibridi, più le stazioni di ricarica e l’innovazione di 22mila distributori di carburante; la costruzione di 5-10 Hydrogen Valley in siti industriali dismessi per produrre idrogeno dalle rinnovabili; costruzione di 40 stazioni di rifornimento di idrogeno per camion; realizzazione di mille km di piste ciclabili e di 1.626 km di piste ciclabili turistiche; bando per 40 Comuni sopra i 50mila abitanti per integrare piste ciclabili, scuolabus e sharing mobility; 30 contratti di sviluppo per la filiera dell’industria degli autobus a basso impatto; acquisto di 5.129 bus a basso impatto entro il 2026; acquisto di 59 treni elettrici e 21 a idrogeno entro il 2026 per le linee regionali; acquisto di 12 traghetti e di 10 aliscafi a Gnl, elettrici o a idrogeno; il potenziamento dei consorzi di bonifica al Sud e l’ammodernamento di 45 reti idriche di distribuzione. Infine, si prevede l’estensione del Superbonus 110% al 31 dicembre del 2022.

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