Giugno 11, 2026 11:57

Melania Mertoli

Writer & Blogger

Il Paradiso Dantesco, dramma musicale di Antonello Gandolfo al teatro Tina di Lorenzo

Ci troviamo quasi alla fine del viaggio che Dante Alighieri compì attraversando prima l’Inferno, dopo il Purgatorio e adesso, in questo articolo, il Paradiso. L’anno scorso e due anni fa abbiamo scritto rispettivamente delle due cantiche, portate in scena a Noto, al Teatro Tina Di Lorenzo. Prima di immergerci nel viaggio Dantesco che ci porterà a “l’amor e l’altre stelle”, il 24 maggio 2026, abbiamo intervistato per posta elettronica il professore Antonello Gandolfo che ha musicato e già nel secolo scorso portato in scena le tre cantiche, ( Inferno 1984; Purgatorio 1985 e Paradiso 1987 ). La particolarità dell’opera del Gandolfo è insita nel fatto che in tutte e tre le cantiche ha utilizzato esclusivamente il testo dantesco, senza narratori o modifiche, garantendo una continuità scenografica organica. L’anno scorso, il Purgatorio e l’anno prima ancora, l’Inferno, sono stati rappresentati nel medesimo teatro e la prima cantica anche ad Acireale. Le cantiche sono state arricchite da migliorie nel corso degli anni, rendendo più presenti le presenze sceniche dei personaggi rispetto alle prime rappresentazioni del poema, con grande successo di critica e pubblico.

Professore Gandolfo, come si sente alla soglia dei novant’anni a portare in scena il Paradiso di Dante?

“Ho una sensazione consona al momento: oggettivamente sono vicino all’Aldilà, certamente più di dieci o vent’anni fa. Di conseguenza devo ammettere di trovarmi in una situazione di passaggio che, confesso, non mi turba. Anche perché con il Paradiso di Dante ho sempre avuto un rapporto intimo, che si è manifestato nella musica che ho scritto per i suoi versi. È una musica che ho cercato di trarre dalla loro stessa armonia e devo ammettere, modestia a parte, di esserci riuscito, almeno in alcuni casi”.

Quali sono le terzine alle quali Lei è più legato nel Paradiso?

“Potrei dire tutte. Sentirei addirittura rimorso se mi venisse il dubbio sulla poeticità di qualche terzina: Dante non sbaglia mai”.

Quale parte della terza cantica è stata più difficile da musicare, se c’è stata?

Direi la parte finale, cioè il trentatreesimo canto, nel momento in cui Dante descrive Dio. L’ho musicato più volte. La terzina sulla Trinità («Parvemi tre giri / di tre colori e d’una contenenza; / e l’un da l’altro come iri da iri / parea riflesso, e il terzo parea foco / che quinci e quindi igualmente si spiri») mi ritrovai ad averla musicata quasi senza ricordare di averlo fatto”.

Lei ha individuato un suo erede spirituale?

“Non un solo erede, ma almeno sette: i miei figli e i miei nipoti. Ma spero che questo numero aumenti”.

Professore, Lei sostiene che esista un chiaro parallelismo tra la visione finale di Dante e l’immagine dell’atomo. Potrebbe approfondire questo suo pensiero?

L’atomo, nei suoi mattoni fondamentali, è formato da protone, neutrone ed elettrone. Mi è stato naturale mettere questi componenti in rapporto alla Trinità cristiana e approfondire la questione attraverso la fisica moderna. Sappiamo che un neutrone isolato, attraverso l’interazione nucleare debole, si trasforma generando un protone e un elettrone, e liberando una precisa quantità di energia. Ho riconosciuto in questa dinamica l’essenza stessa della Triade: ho attribuito il neutrone al Padre (il potenziale originario), il protone al Figlio (la manifestazione visibile) e l’energia emessa allo Spirito Santo (la luce che si diffonde). Queste mie meditazioni non sono fini a se stesse, ma mi hanno convinto del fatto che Dante abbia visto veramente Dio. Non fece chiacchiere misticheggianti, ma diede una definizione esatta dell’Universo. Poiché Dante non poteva conoscere la fisica quantistica o nucleare, dobbiamo concludere che egli contemplò l’atomo, che per noi è il principio del cosmo, Trino ed Uno”.

Tornando al Paradiso, il professore Antonello Gandolfo, nel 1985, compose un dramma musicale sul viaggio ultraterreno del Sommo Poeta, con l’intenzione di utilizzare come testo unicamente i versi di Dante Alighieri. La prima rappresentazione del “Paradiso” avvenne nel 1987, con il coro e i solisti dell’Associazione “Rose di Gerico”, che sarebbe poi nata burocraticamente nel 1986. Rappresentata ad Aci Catena, l’opera venne replicata nell’Istituto Sant’Antonio di Catania e a Caltanissetta. “Paradiso” fu inoltre la prima manifestazione eseguita nell’attuale sede dell’Associazione a Cannizzaro, frazione del comune di Aci Castello, nel piccolo teatro all’aperto.

I personaggi e gli interpreti sono:

Dante: Mario Gandolfo (tenore)

Beatrice: Mariagrazia Cavallaro (soprano)

Picarda Donati: Francesca Rollo (soprano)

Cacciaguida: Luigi David Gandolfo (baritono)

Angelo Gabriele: Marzia Catania (soprano)

San Pietro: Seby Zappulla (baritono)

San Bernardo: Gabriele Gandolfo (baritono)

San Tommaso D’Aquino Antonio Gandolfo (tenore)

San Bonaventura: Emile Colucci (tenore)

Anime Beate: Nerina Maugeri (soprano), Marzia Catania (soprano), Francesca Rollo (soprano),

Antonio Gandolfo (tenore), Giuseppe Gandolfo (baritono)

Pianoforte: Antonello Gandolfo, Maria Pia Paolì

Coro Recitante: Associazione Teatrale “Chi è di Scena?” diretta da Laura Accomando

Balletti: Associazione “Ballet Rose School” diretta da Rossella Russo

Regia Luci: Nando Marino

Scene: Luigi David Gandolfo

Regia: Luigi David Gandolfo

I costumi originali dei personaggi principali furono cuciti da Maria Maugeri, che fu moglie di Santo D’Agata, a sua volta fu regista delle prime rappresentazioni delle cantiche.

Questa è la sintesi e i temi del dramma musicale del Paradiso

“Paradiso” è un dramma musicale che mette in scena l’ultima e più luminosa parte del viaggio ultraterreno di Dante Alighieri, guidato da Beatrice, che come sappiamo Dante vide solo due volte sulla terra.

I. L’Ascesa Mistica e la Dottrina

L’opera si apre nel Paradiso Terrestre e narra l’ascesa di Dante attraverso i cieli del Paradiso. L’avanzamento è rapido e miracoloso, come spiegato da Beatrice: Dante è sulla via del ritorno al luogo che gli è proprio (l’Empireo), guidato dall’Ordine Universale che rende l’universo simile a Dio. Nel Cielo della Luna (I Cielo), Dante incontra Piccarda Donati, che gli rivela la dottrina fondamentale della beatitudine: la perfetta pace consiste nell’appagamento della propria volontà in quella divina ( E la sua volontade è nostra pace).

II. Fede, Storia e Profezia

Il viaggio prosegue attraverso i cieli dedicati agli spiriti luminosi: Nel Cielo del Sole (IV Cielo), l’attenzione è posta sulla Sapienza e sulla carità, con gli omaggi resi ai fondatori degli ordini mendicanti, San Francesco e San Domenico. Nel Cielo di Marte (V Cielo), tra le anime dei Combattenti disposte in forma di croce luminosa, appare l’antenato Cacciaguida. Questi svela a Dante le aspre profezie sul suo imminente esilio da Firenze e la sua missione di rivelare la verità al mondo. Cacciaguida annuncia inoltre il futuro rifugio di Dante presso il gran Lombardo;

III. Il Climax Politico e Teologico

Nell’ottavo cielo, il Cielo delle Stelle Fisse (VIII Cielo), l’opera raggiunge un culmine drammatico e politico con l’Invettiva di San Pietro. L’Apostolo condanna aspramente la corruzione della Chiesa (simbolizzata da Bonifacio VIII). Infine, nell’Empireo (X Cielo), Beatrice lascia il posto a San Bernardo. L’opera si chiude con l’orazione solenne di San Bernardo alla Vergine Madre, chiedendo la grazia affinché Dante possa compiere la visione finale di Dio e dell’Universo. Il viaggio si conclude con l’amore divino che muove la volontà di Dante, come ruota ch’igualmente è mossa.

Come già scritto nel precedente articolo sul Purgatorio, il professore Antonello Gandolfo nasce a Catania nel 1936. Si diploma in pianoforte presso il Conservatorio di Palermo nel 1957 e studia a Roma composizione e direzione di coro, conseguendo l’abilitazione all’insegnamento della musica e del canto corale negli Istituti magistrali. Nella prima parte della sua carriera professionale tiene numerosi concerti pianistici: tra i più prestigiosi vanno citati quelli eseguiti all’Università Gregoriana in Roma e per la Radio Vaticana. Il Gandolfo diventa docente di Educazione Musicale alla Scuola Media di Aci Castello. Si è dedicato anche a studi filologici di carattere musicale e ai rapporti esistenti tra la poesia e la musica. Questi approfondimenti sono stati messi per iscritto in vari articoli e saggi sulla rivista del Centro di Cultura dell’Alto Adige Il Cristallo, sui quotidiani Il giornale del mezzogiorno e La Sicilia, sulle riviste Orpheus, Le ragioni critiche, e Iscre, mensile di cultura siciliana. Recentemente ha visto la luce la pubblicazione monografica dal titolo “Riflessioni estetiche nel 250° della morte di Ludwig Van Beethoven: genio del futuro, che esamina la figura del grande compositore, ma esplora anche l’idea personale di estetica musicale dell’autore del testo.

La sua famiglia è una fucina di artisti: il prozio Giuseppe Gandolfo (1792-1855) è un valente pittore neoclassico, caposcuola nella Sicilia Orientale di una generazione di artisti; il nonno Antonino Gandolfo (1841-1910), cugino di Giovanni Verga, è un importante e originale esponente del Verismo pittorico catanese; il procugino Antonino Gandolfo (1820 – 1888) fu musicista e patriota, direttore del Teatro Comunale di Catania, compositore apprezzato in tutta la Sicilia meridionale; lo zio Antonino (1902-1976) fu professore universitario e saggista; il nonno materno Francesco Macaluso fu autore di numerose commedie in vernacolo e in italiano messe in scena da Angelo Musco e tuttora realizzate nei teatri siciliani e sua madre la pittrice Ada Gandolfo Macaluso ( 1902- 1998 ).  

Abbiamo intervistato anche il regista del Paradiso, Luigi David Gandolfo, figlio di Antonello Gandolfo

Luigi David Gandolfo, come nei due anni precedenti, anche quest’anno si è occupato della regia del dramma musicale, quest’anno del Paradiso. Lei, figlio di Antonello Gandolfo ha partecipato attivamente alla realizzazione della messa in scena della cantica. Ce ne vuole parlare?

 “Il 24 maggio andrà in scena il Paradiso di Dante al Teatro Tina Di Lorenzo di Noto, completando così un progetto che ha visto l’esecuzione delle tre cantiche dantesche e dell’intera trilogia del dramma musicale composto da mio padre Antonello Gandolfo verso la metà degli anni ’80 del secolo scorso. Questo è stato possibile grazie alla disponibilità della Fondazione Tina Di Lorenzo, nella persona del suo direttore dott.Urbano Pannuzzo, e del Sindaco di Noto, dott. Corrado Figura, che hanno messo a disposizione il teatro. La possibilità di affittare la struttura sarebbe infatti andata ben oltre le possibilità economiche dell’Associazione “Rose di Gerico”, che – lo ricordo – è un’associazione senza scopo di lucro e vive di modesti proventi donati da chi ci sostiene. La messa in scena del Paradiso è la prima dopo quelle eseguite oltre trent’anni fa, quando si disponeva di mezzi tecnologici molto più limitati. Nell’attuale realizzazione ci avvarremo di proiezioni per ricreare scene che possano suggerire un ambiente Paradisiaco e di un apparato luminoso capace di costruire l’atmosfera adatta. Oltre agli artisti impegnati nella parte vocale e strumentale, il cast si avvale della collaborazione di una scuola teatrale che non si limiterà alle coreografie, ma realizzerà anche cori recitati – l’Associazione “Chi è di scena” di Laura Accomando – e di una scuola di danza, la Rose Ballet School di Rossella Russo, le cui allieve eseguiranno coreografie ideate appositamente per lo spettacolo. Ringrazio il mio collega medico che fa parte del consiglio di amministrazione del teatro, Giuseppe Cataniache mi ha consentito di dialogare sia con il sindaco sia con il direttore della Fondazione”.     

Come ha realizzato la parte tecnologica delle scene? E quale è la scena che può colpire tecnologicamente di più lo spettatore?

“Questa messa in scena ha per noi anche un forte valore simbolico, perché cade a mese e un giorno dal novantesimo compleanno del compositore, che eseguirà al pianoforte una buona parte dell’opera, coadiuvato dalla Maestra Maria Pia Paolì. Gli intermezzi danzati sono invece orchestrazioni composte dall’autore e realizzate con software digitali che producono sonorità oggi molto vicine a quelle di una vera orchestra. Per quanto riguarda gli interpreti, nel ruolo di Dante avremo il tenore Mario Gandolfo; in quello di Beatrice il soprano Mariagrazia Cavallaro; Piccarda Donati sarà interpretata dal soprano Francesca Rollo; San Pietro dal baritono Seby Zappulla; l’Arcangelo Gabriele dal soprano Marzia Catania. Io interpreterò Cacciaguida e San Bernardo. Altri interpreti solisti, nelle vesti di anime beate, saranno il tenore Emile Colucci e il soprano Nerina Maugeri. Indipendentemente dalle difficoltà vocali, le parti più impegnative sono indubbiamente quelle di Dante e Beatrice, che rimangono sul palcoscenico dall’inizio alla fine e cantano più di tutti”.

Lei è baritono. Quale parte del Paradiso la impegna dal punto di vista canoro e quale le piace di più? 

“Dal punto di vista estetico, probabilmente il momento più interessante nella fusione tra poetica teologica dantesca e apporto musicale è il Vergine Madre, l’orazione di San Bernardo alla Madonna che si svolge nell’Empireo. Nella formulazione originale l’intero XXXIII canto del Paradiso è musicato integralmente. Nell’esecuzione netina si è scelto tuttavia di condensare l’opera in circa due ore, rendendo necessari diversi tagli, compreso parte del XXXIII canto. La preghiera finale verrà comunque eseguita integralmente, su una base orchestrale preregistrata, per trasmettere all’ascoltatore tutto ciò che la musica può aggiungere ai sublimi versi danteschi.

Concludo dicendo che mi farebbe molto piacere se questa trilogia (Inferno, Purgatorio e Paradiso) potesse essere messa in scena anche nel comune di Aci Castello, che non è soltanto il luogo dove questa musica è stata composta ed eseguita per la prima volta, ma anche quello in cui mio padre, durante tutta la sua carriera di insegnante di educazione musicale, ha cercato di trasmettere l’amore per l’arte e per l’estetica musicale alle giovani generazioni — oggi non più tanto giovani, vista l’età del Gandolfo. Devo dire che l’attuale amministrazione comunale si è mostrata molto disponibile verso la nostra associazione. Purtroppo esistono difficoltà strutturali legate al fatto che Aci Castello non dispone di un teatro comunale come quello di Noto, e molte manifestazioni, compresa la nostra, finiscono inevitabilmente per essere proposte in estate e in contesti non sempre ideali per apprezzare spettacoli di questo tipo, più adatti a luoghi chiusi e raccolti.

Questa e tutte le rappresentazioni che sono state portate in scena dal 1986 a oggi fanno capo all’associazione Rose di Gerico, Cannizzaro, frazione di Aci Castello, ( CT).

L’albero genealogico che parte dalla fine del 1700 si può trovare nel sito www.gandolfofamilyarts.com  

Potete prenotare il vostro biglietto direttamente qui: https://www.webtic.it/app/shopping/loadLocal/SR/5698

Consigliamo, per rimanere sempre aggiornati sulle nostre attività, di seguire e consultare:

Il sito ufficiale: https://www.associazionerosedigerico.com/ 

La pagina Facebook: https://www.facebook.com/rosedigerico?locale=it_IT 

La pagina Instagram: https://www.instagram.com/gandolfo_artworks?utm_source=ig_web_button_share_sheet&igsh=ZDNlZDc0MzIxNw== 

Il canale YouTube: https://www.youtube.com/@AssociazioneRosediGerico.

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