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Figliol Prodigo: Collettivo Quarta Parete in prova aperta

Il Collettivo Quarta Parete, guidato da Sergio Campisi, ha presentato a Scenario Pubblico una prova aperta di Figliol Prodigo, mettendo in luce una crescita artistica significativa della compagnia. Lo spazio raccolto del teatro ha favorito un dialogo diretto con il pubblico, che ha potuto cogliere l’impegno degli interpreti nella costruzione dei personaggi e nella ricerca delle loro sfumature psicologiche.
In scena, nel ruolo del protagonista, il giovane Anthony Foti, affiancato dal coetaneo Amedeo Amoroso e dagli interpreti più maturi GianMarco Arcadipane, Laura Giordani e lo stesso Sergio Campisi, che firma anche la regia. Campisi coordina una squadra artistica articolata, composta da Giuseppe Oriti (aiuto regista), Serena Giuffrida e Sonia Motta (assistenti di scena) e Cecilia Intorre (direttrice di scena). I costumi sono di Maria Chiara Paternò, le scenografie di Amedeo Amoroso, le fotografie di Sofia Motta; la comunicazione è curata da Salvatore Gabriel Intorre. La produzione è del Collettivo Quarta Parete, con il sostegno di Scenario Pubblico e dell’Associazione MeV, e la collaborazione di Ocram Dance Movement.
Ambientato nella provincia americana degli anni Sessanta, Figliol Prodigo è un testo autobiografico di John Patrick Shanley, drammaturgo statunitense pluripremiato. La vicenda segue Jim Quinn, adolescente ribelle e curioso, impegnato in un percorso di formazione segnato da difficoltà familiari, frustrazioni scolastiche e da una profonda sete di conoscenza. La domanda che attraversa l’intera pièce — «Chi sono io davvero?» — accompagna il protagonista nella sua esperienza in una scuola cattolica, luogo di confronto con se stesso, con l’autorità e con il mondo.
La trama intreccia dialoghi complessi, frammenti di memoria e tensioni emotive, toccando temi come la fede, la guerra e la scoperta della propria identità. La drammaturgia offre alla compagnia l’occasione di confrontarsi con un testo denso e stratificato, rappresentato per la prima volta in Italia grazie all’acquisizione dei diritti per la messa in scena. Per questa produzione, l’autore ha scelto, tramite il proprio agente letterario europeo, un traduttore di fiducia, garantendo una resa italiana aderente all’originale.
La prova aperta ha restituito l’immagine di un gruppo affiatato e motivato, capace di affrontare ruoli complessi con entusiasmo e crescente maturità. In particolare, il protagonista convince per presenza scenica e intensità interpretativa, lasciando intravedere uno spettacolo solido e pronto al debutto. L’incontro finale con il pubblico, invitato a riflettere sui propri quindici anni, ha rafforzato il legame tra il testo e gli spettatori.
La prima ufficiale è prevista per sabato 28 marzo a Misterbianco, al Teatro Nelson Mandela, con una compagnia che continua a crescere insieme ai suoi personaggi.

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