Aprile 19, 2026 17:02

Salvatore Zappalà

Writer & Blogger

“Etica del conflitto armato” di John W. Lango

Ha senso parlare di una “guerra giusta”? È possibile stabilire in modo chiaro quando le azioni belliche siano giuste e proporzionate allo scopo e quando ciò non accade? È legittimo l’intervento umanitario? Esistono delle regole per i conflitti armati in modo da ridurre al minimo le conseguenze per le popolazioni civili e per i non combattenti?

Il tema è decisamente attuale. La guerra civile in Siria ha causato alla diaspora di oltre un milione di persone. Le operazioni belliche nella striscia di Gaza sono state compiute in una zona totalmente abitata. In Ucraina alcuni combattimenti si sono svolti vicino a centrali nucleari. Spesso operano formazioni paramilitari, organizzazioni terroristiche o mercenari al servizio di società di reclutamento. Durante le operazioni belliche in molte parti del mondo, migliaia di civili si sono ritrovati senza acqua, senza elettricità e senza medicine.

John W. Lango ritiene che sia possibile compiere una riflessione morale sulla guerra e determinare una completa ed ampia “etica del conflitto armato”.

Nel suo saggio intitolato The Ethics of armed conflict. A Cosmopolitan Just War Theory sostiene che sia possibile elaborare una visione cosmopolitica della guerra giusta. Ritiene che ci siano precisi criteri etici per classificare le azioni belliche compiute soprattutto nei tempi attuali. In questa cornice le forze armate dovrebbero utilizzare solo certi tipi di armamenti. Inoltre, le operazioni belliche dovrebbero essere condotte evitando o riducendo al minimo i rischi per le popolazioni civili e per i non combattenti. L’autore ritiene che sia così possibile ridurre del tutto i crimini di guerra o le grandi violazioni dei diritti umani.

J. W. Lango, The Ethics of armed conflict A Cosmopolitan Just War Theory, Edinburgh University Press, 2014.

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