Dopo il ciclone Harry il Codacons: “Stop alle mancette e fondo unico per la ricostruzione”

Il ciclone Harry ha lasciato in Sicilia una devastazione che, secondo le prime stime, supera il miliardo di euro tra danni diretti e ristori alle attività economiche. In un contesto di emergenza di questa portata, accanto alla necessità di risorse adeguate da parte dello Stato e dell’Unione europea, si impone una riflessione seria e non più rinviabile sulle priorità della spesa pubblica regionale.
Nell’editoriale pubblicato ieri, il giornalista Mario Barresi, vicedirettore de La Sicilia, ha avanzato una proposta dal forte valore politico e simbolico: chiedere all’Assemblea regionale siciliana di rinunciare alle cosiddette “mancette”, ovvero ai contributi straordinari distribuiti attraverso il collegato alla finanziaria, per destinare quelle risorse a un fondo unico per la ricostruzione post-calamità.
Una proposta che il Codacons ritiene condivisibile e meritevole di essere rilanciata sul piano istituzionale. Non perché tali somme possano, da sole, compensare l’entità dei danni causati dal ciclone, come lo stesso Barresi chiarisce, ma perché rappresenterebbero un segnale concreto di sobrietà, responsabilità e rispetto verso i cittadini colpiti.
In una fase in cui la Regione guarda al fondo di solidarietà europeo e alla riprogrammazione delle risorse FSC, mentre lo Stato è chiamato a sostenere il peso principale della ricostruzione, appare quantomeno contraddittorio mantenere in agenda un tesoretto da oltre 100 milioni di euro destinato a micro-interventi territoriali spesso opachi e di dubbia utilità collettiva.
“In un momento così delicato – dichiara Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – la politica regionale ha il dovere di dare segnali concreti. Rinunciare alle mancette e convogliare quelle risorse in un fondo unico per la ricostruzione non risolve il problema dei danni, ma rappresenta un gesto di sobrietà e di rispetto verso i cittadini che hanno subito le conseguenze del ciclone”.
Per il Codacons, l’emergenza Harry deve segnare un cambio di paradigma. Occorre accantonare pratiche di spesa che in passato hanno prodotto più inchieste giudiziarie che benefici reali e concentrare le risorse disponibili in uno strumento straordinario, trasparente e vincolato, dedicato esclusivamente alla ricostruzione e alla messa in sicurezza del territorio. Una scelta che contribuirebbe a ristabilire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni in una fase di emergenza senza precedenti. – conclude Tanasi



