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Centro Donne Antiviolenza di Messina: in prima linea nel contrasto alla violenza di genere

Il CeDAV – Centro Donne Antiviolenza di Messina – ha avviato un progetto all’interno di cinque Istituzioni Scolastiche cittadine finalizzato alla prevenzione e al riconoscimento della violenza nelle dinamiche relazionali tra adolescenti, sensibilizzando i ragazzi e le ragazze sull’importanza di instaurare rapporti sani e consapevoli.
Il progetto dal titolo “Teen Dating Violence. Educazione alle relazioni tra adolescenti”, realizzato nell’ambito del programma Power coordinato da WeWorld e cofinanziato dall’Unione europea CERV – 2023 – Daphne, è rivolto a ragazzi e ragazze di età compresa tra I 13 e I 18 anni e vede il coinvolgimento degli Istituti Comprensivi “Mazzini” e “F. Petrarca” e degli Istituiti Superiori “E. Ainis”, “F. Bisazza” e “G. Minutoli”.
La violenza tra adolescenti di età compresa tra i 12 e i 18 anni, detta anche violenza nelle relazioni intime, comprende tutte le forme di manifestazione tipiche della violenza di genere (dominazione e controllo; manipolazione psicologica e insulti; violenza fisica e sessuale) poiché basata sulla disparità di potere e sui fondamenti culturali di dinamiche relazionali sistemiche e discriminatorie. Gli effetti di tali comportamenti sulle vittime si manifestano in maniera sempre più frequente con perdita di autostima, disturbi da stress post traumatico, comportamenti ansiosi e antisociali.
Per tale ragione l’approccio nei confronti di questa tipologia di violenza ampiamente diffusa tra gli adolescenti e le adolescenti e percepita come modalità normalizzata di vivere le relazioni sentimentali, richiede un intervento culturale finalizzato alla decostruzione di una cultura patriarcale ancora ampiamente diffusa anche tra le giovani generazioni.
Studi recenti sulla TDV rilevano che i ragazzi e le ragazze, mostrano disagio nel dichiarare il loro coinvolgimento come vittime a causa principalmente della difficoltà di riconoscere i segnali iniziali di una relazione violenta. I soggetti intervistati, inoltre, hanno lamentato l’assenza di figure specializzate sul territorio (sia all’interno delle Istituzioni Scolastiche che in altri contesti sociali) in grado di fornire adeguato supporto e specifica formazione sul fenomeno. Da qui la necessità di interventi strutturati da parte di personale competente in materia in grado di fornire strumenti adeguati.

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