Maggio 14, 2026 00:52

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Catania Book Festival, ultima giornata tra diritti, territori e nuove voci

La terza e ultima giornata del Catania Book Festival sarà attraversata da quattro assi portanti: i diritti civili, i diritti delle donne, le potenzialità dei luoghi e la forza delle nuove generazioni della narrativa. Un programma che mette in primo piano voci autorevoli siciliane come quella di Anna Mallamo, vincitrice del Super Mondello, fino ai giovani Mattia Insolia e Lorena Spampinato.
Una trentina gli appuntamenti di oggi, ma il cuore civile della giornata emerge gia alle ore 10,45 in con “Il coraggio di dire (Milella Edizioni)”, di Giovanna Spampinato Summerfield, un incontro che affronta il tema della violenza domestica e della denuncia, con un dialogo che coinvolge accademia, giornalismo e attivismo.
Nello stesso orario “Queer Media Education. Alfabeti mediali e di genere per una pedagogia equa e plurale (Ledizioni)” con Arcigay Catania propone un approccio innovativo alla costruzione delle identità e alla decostruzione degli stereotipi attraverso i media.
Alle ore 12 “Senza spegnere la voce (Nous Editrice) di Giorgia Landolfo affronta uno dei temi più urgenti e meno discussi: la violenza ostetrica. Un testo che rompe il silenzio e restituisce centralità alla libertà e alla consapevolezza delle donne nel percorso di cura.
Parallelamente, al Museo Emilio Greco, il laboratorio “Il mio consultorio” offre uno spazio partecipativo per ripensare i diritti riproduttivi e i servizi territoriali, coinvolgendo direttamente i cittadini.
Nel pomeriggio gli incontri spaziano su temi come educazione, territori e immaginari. Alle ore 15 “Senza legge. Perché l’educazione sessuo-affettiva a scuola è una questione politica (Tlon)” di Celeste Costantino, Giulia Minoli, Monica Pasquino, porta il dibattito sui diritti dentro il sistema educativo, evidenziando le derive culturali e le necessità di riforma.
In contemporanea, l’Auditorium Concetto Marchesi ospita “Sulle orme di Lucia (Edizioni San Paolo)”, di Salvatore Di Salvo e Alessandro Ricupero, che rilegge la figura della santa come simbolo di libertà e coraggio.
Uno dei momenti più attesi arriva alle ore 16, 15 con “La fine della giovinezza”: Lorena Spampinato e Mattia Insolia dialogano attraverso i loro romanzi “Cade la notte” (Feltrinelli), e “La vita giovane” (Mondadori) sulle disillusioni, sui legami e sulle ferite che segnano il passaggio all’età adulta.
Stesso orario per “Il gatto che mi ha spiegato l’universo (Mondadori)” con Riccardo Azzali e Michele Cucuzza propone un viaggio originale tra scienza e filosofia: un racconto capace di rendere accessibili i grandi interrogativi della fisica classica e quantistica
Alle ore 17, 30 “Un’altra idea di viaggio” mette al centro la città di Catania come spazio narrativo e culturale. Tra gli interventi, ancora Lorena Spampinato e Ilenia Curiale, insieme ad altri protagonisti dell’editoria locale, per costruire una visione condivisa del territorio.
Con “Scheggia d’oro a Milano (Mondadori)” Pietro Santetti racconta una generazione sospesa tra ambizione e disincanto, mentre all’Auditorium “Il coraggio del gatto (Sonzogno)” con Giulio Xhaët e Santina Giannone propone una riflessione strutturata sulla curiosità come leva di crescita personale e professionale, intrecciando psicologia, neuroscienze e narrazione.
Il programma serale consolida il respiro civile del festival. Alle ore 18, 45 nella mini rassegna SONAR “Dare forma a ciò che scorre” porta in scena un reading poetico sugli elementi primordiali e sulle domande essenziali dell’esistenza con Rosa Maria Di Natale, Giovanna Lojacono, e Valentina Pasquon, accompagnate da Daniela De Liso. Da NoWay a ‘Oliviero Toscani. Chi mi ama mi segua’” con Fabrizio Spucches affronta il tema delle migrazioni e dell’indifferenza collettiva, mentre nella Sala della Notte “L’isola dei silenzi (TEA Edizioni)” di Fabrizio Silei intreccia storia e mistero sullo sfondo delle leggi razziali.
Alle ore 20 nella Sala della Notte, riflettori puntati su Anna Mallamo con “Col buio me la vedo io (Einaudi)”, Premio SuperMondello 2025: un’opera intensa e disturbante che conferma la centralità della sua voce nel panorama contemporaneo.
In parallelo l’Auditorium ospita “Costruire comunità: la rete UNESCO dei festival del Val di Noto”, un momento strategico per riflettere sul ruolo dei festival come presìdi culturali e strumenti di sviluppo territoriale.
La chiusura, alle ore 21,15, è affidata alla “Lettera Poetry Slam”, finale dedicata alla spoken word e ai nuovi linguaggi performativi, e all’Auditorium con “Pietro e il Mostro delle Fiabe Perdute (RKH Studio)”, un ritorno al potere originario delle storie.

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