“Nessuno sta in ascolto. Ciascuno produce sé stesso.”
Byung-Chul Han, Le non cose. Come abbiamo smesso di vivere il reale.
La nostra vita quotidiana è sommersa da una quantità enorme di immagini, informazioni e contenuti. In apparenza siamo tutti iperconnessi, ma allo stesso tempo precari e soli. Byung-Chul Han scrive: “Oggi il mondo si svuota riducendosi a informazioni spettrali… La digitalizzazione derealizza, disincarna il mondo. e bandisce anche i ricordi. Invece di metterci alla loro ricerca, noi salviamo una quantità immane di dati… Le informazioni simulano eventi. Si fondano sul brivido della sorpresa. Ma questo brivido non dura a lungo: ben presto emerge il bisogno di nuovi stimoli e sorprese. In veste di cacciatori di informazioni diventiamo ciechi nei confronti delle cose silenziose, poco appariscenti, vale a dire abituali, secondarie o ordinarie cui manca qualsiasi capacità di stimolare – ma che sanno ancorarci all’essere.”.
Nel suo saggio intitolato Le non cose. Come abbiamo smesso di vivere il reale, sostiene che la nostra quotidianità è il regno delle non-cose come i dati, le informazioni, i selfie, le immagini, i contenuti social, i numeri di cellulari, l’intelligenza artificiale. Tutto viaggia su smartphone attraverso le reti informatiche. Le non-cose hanno totalmente riscritto il nostro rapporto con la realtà e il modo di approcciarci alle cose della vita, agli altri, all’arte e alla sessualità. Quanto più siamo immersi nelle non-cose, tanto più perdiamo il contatto con la realtà.
È una continua overdose di stimoli ed informazioni, una continua oscillazione tra scartare sullo smartphone ciò che non ci piace e zoomare l’immagine che ci piace. Non c’è nessuna costrizione in apparenza. “Il potere smart non opera mediante ordini e divieti: non ci rende remissivi, bensì dipendenti e drogati. Invece di spezzare la nostra volontà appaga i bisogni. Vuole piacerci. È permissivo, non repressivo. Non ci impone il silenzio. Anzi ci viene costantemente, insistentemente richiesto di esternare, opinioni, preferenze, bisogni e desideri, di comunicarli, insomma di raccontare la nostra vita. (…) Il soggetto sottomesso non è neppure al corrente della propria sottomissione. Si crede libero. Il capitalismo si compie appieno nel capitalismo del mi piace…”. Ogni scelta compiuta tramite social può diventare un dato per una rilevazione statistica di marketing… Non ci ricordiamo le date di compleanno dei nostri parenti, ma molte telecamere ci riprendono – spesso – a nostra insaputa.
Questo libro, partendo da oggetti e strumenti molto comuni (selfie, smartphone, social) pone alcune riflessioni interessanti. Cerca di distinguere la mentalità dell’avere dalla mentalità dell’essere, tra ciò che è autentico e ciò che non lo è… C’è spazio ancora per il Vero, per la Realtà, per il… Silenzio?
Byung-Chul Han, Le non cose. Come abbiamo smesso di vivere il reale, Einaudi, Torino, 2022.

