Un libro da raccontare

Arturo Reghini: la riscoperta

“La trasformazione mistica è un avvenimento della vita più intima, per cui non è possibile che tale lavoro venga compiuto da altri che da noi stessi. (…) La virtù dell’esempio, la simpatia benevolente possono essere di validissimo aiuto, come la voce di un compagno che nuoti accanto a noi in un mare burrascoso. La strada deve essere percorsa coi nostri piedi, ma le indicazioni di chi già ha percorso la stessa strada possono essere preziose a chi dubiti di avere preso il giusto cammino”.
Arturo Reghini

La casa editrice Mimesis ha avviato l’importante iniziativa editoriale di raccogliere e pubblicare tutte le opere di Arturo Reghini (1878-1946) in edizione critica.
Sono già stati pubblicati i primi due volumi ed è in corso la preparazione del terzo volume. Il primo (“Gli esordi di Arturo Reghini: la Biblioteca filosofica”) e contiene le opere giovanili del periodo 1902-1908, quando questo esoterista frequentava gruppi teosofici. Il secondo (“Gli esordi di Arturo Reghini: il Leonardo”) contiene quelle comprese nel biennio 1906-1907 pubblicate sulla rivista Leonardo e un’appendice in cui sono pubblicati anche alcuni articoli di Roberto Assagioli, fondatore della Psicosintesi.
Il curatore del progetto è Moreno Neri che, tra l’altro, ha pubblicato alcuni saggi sul neoplatonismo rinascimentale e curato la pubblicazione di opere filosofiche antiche (Macrobio e Pletone) e di autori contemporanei. La pubblicazione delle opere di Reghini è inserita nella collana Pythagoricus Latomisq Insignus.
Arturo Reghini è una figura molto particolare di filosofo, matematico ed esoterista che ben ci descrive il fervore culturale della prima metà del XX secolo in Italia.
In una prima fase il giovane Arturo approfondì gli studi di matematica. Allo stesso tempo, si interessò alla rinascita dello spiritualismo operata attraverso la teosofia, un sistema di pensiero ideato da Helene Blavatsky. Gli studi matematici lo portarono a riscoprire il pensiero di Pitagora e farsi promotore di un neopitagorismo. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale si schierò dalla parte degli interventisti e partì volontario per il fronte.
Negli anni Venti fu uno dei più importanti membri del Gruppo di Ur insieme a Giulio Parise e Julius Evola. Nel 1928 nacquero i primi dissidi nel gruppo a causa della pubblicazione di Imperialismo pagano di Evola. Questo libro aveva lo stesso titolo e lo stesso argomento di un articolo di Arturo Reghini, che accusò l’illustre collega di plagio. Evola tentò di far processare Reghini per affiliazione massonica. Il gruppo di Ur si sciolse e Reghini si ritirò a vita privata limitandosi solo a lavorare in un istituto come docente. Questi eventi hanno fortemente limitato la diffusione e il dibattito sulle opere di questo filosofo ed esoterista. La pubblicazione delle sue opere segna l’avvio di una fase di riscoperta.

Arturo Reghini, “Gli esordi di Arturo Reghini: la Biblioteca filosofica”, Opere volume I (1902-1908), Mimesis Editore, 2025
Arturo Reghini, “Gli esordi di Arturo Reghini: il Leonardo”, Opere volume I (1906-1907).

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