Luglio 14, 2026 11:36

Francesca M. Lo Faro

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Apocalisse di Bellezza: il respiro del Creato. Concerto del Coro Lirico Siciliano

«Apocalisse di Bellezza. Il respiro del Creato: sulle orme di Francesco, tra il misticismo di Battiato e il genio di Riz Ortolani; un canto universale per l’anima del mondo». È questo il titolo e il sottotitolo del concerto andato in scena sabato 17, nella cornice della chiesa del Carmine di Catania. Un evento ad ingresso libero con cui il Coro Lirico Siciliano ha intrecciato musica e spiritualità in un viaggio sonoro tra memoria e anima.
Sotto la direzione del maestro Francesco Costa, oltre sessanta esecutori — quaranta coristi e venti orchestrali — hanno dato vita a un programma pensato per un pubblico ampio e non specialistico. Costa ha saputo tracciare con intelligenza un filo rosso che connette figure e universi solo apparentemente lontani: sant’Agata, di cui si avvicina la festa patronale; san Francesco d’Assisi, nell’anno dell’ottavo centenario; Franco Battiato; Riz Ortolani, nel centenario della nascita; ed Ennio Morricone.
La struttura del concerto presentava una netta cesura tra le due parti: una prima sezione più densa e ricercata, seguita da una seconda più leggera, riconoscibile e immediatamente coinvolgente. Una scelta programmatica che ha assunto anche un valore didattico-pedagogico, nel tentativo — riuscito — di elevare e ampliare le competenze d’ascolto del pubblico.
Particolarmente impegnativi, e per questo degni di nota, i circa quaranta minuti iniziali dedicati a Riz Ortolani, le cui musiche — non sempre note al grande pubblico — evocano il celebre film di Franco Zeffirelli sulla vita di san Francesco. Una suite corale che ripercorre, in forma musicale continua, i momenti salienti dell’esperienza francescana: dall’incontro con Chiara alla Preghiera semplice, dalla guerra alla conversione, fino alla spoliazione e all’udienza papale. Come ha spiegato il maestro Costa, le musiche sono tutte originali, rielaborate e connesse in una nuova veste corale che restituisce unità narrativa e forza spirituale al percorso.
Più complessa, invece, la ricezione dei brani di Franco Battiato, eseguiti con l’intento di proporne un risvolto intimo, spirituale e mistico, spogliato di ogni orpello commerciale per restituirne il nucleo poetico e musicale. L’esito complessivo non ha convinto pienamente: solo Povera patria, in chiusura della sezione, ha trovato una consonanza emotiva più unanime.
Di grande impatto, al contrario, gli arrangiamenti di Ennio Morricone, in particolare la suite da Mission, proposta — senza oboe — con l’organico orchestrale di archi, arpa e percussioni in occasione del quarantesimo anniversario della composizione. Un vero cavallo di battaglia del Coro Lirico Siciliano, già portato in tournée in Sicilia, nel resto d’Italia e all’estero. Ha convinto pienamente il pubblico anche Here’s to You, brano composto da Joan Baez per il testo e da Ennio Morricone per la musica, parte della colonna sonora del film “Sacco e Vanzetti” di Giuliano Montaldo.
La disposizione dell’orchestra e del coro al centro della navata, anziché in fondo, ha generato una potente sensazione di abbraccio e prossimità con il pubblico, restituendo al concerto la sua dimensione più autentica di contatto e condivisione.
Il prossimo appuntamento con il Coro Lirico Siciliano è fissato per il 3 febbraio, in occasione delle annuali celebrazioni agatine.

La foto del concerto è di Dorotea Casabene

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