Al Grand Hotel Alfeo di Siracusa si è svolto il convegno “Antigone Multanime. Riletture moderne di un conflitto eterno”, promosso da FILDIS Siracusa con la collaborazione del Lions Club Siracusa Archimede. Un incontro di grande intensità culturale ed emotiva che ha riportato al centro del dibattito la figura tragica di Antigone, simbolo universale di coscienza, dissenso e responsabilità morale.
A ideare l’evento è stata Giulietta Irene Gionfriddo, presidente di FILDIS Siracusa, che ha aperto e concluso i lavori sottolineando la straordinaria attualità del mito sofocleo. Nel suo intervento introduttivo ha evidenziato come Antigone continui ancora oggi a parlare alla contemporaneità attraverso la forza della coscienza personale contro le imposizioni del potere.
“Antigone – ha affermato Gionfriddo – non trae la propria forza dal comando, ma dalla coerenza, dalla responsabilità verso ciò che ritiene giusto, dalla capacità di non separare pensiero e azione”.
Una riflessione che ha posto al centro anche il valore simbolico dell’eroina tragica. “Forse anche per questo il suo esempio parla ancora alle donne – prosegue Gionfriddo – perché ci ricorda che esiste una forma di autorevolezza che non coincide con il dominio, ma con il coraggio della coscienza, dell’ascolto e della responsabilità umana, con la capacità di decidere e orientare”.
A portare il saluto istituzionale è stato il presidente del Lions Club Siracusa Archimede, Tony Gulino, che ha sottolineato il valore culturale e civile dell’iniziativa.
Relatrice della serata, Giusi Norcia, docente e scrittrice, ha guidato il pubblico in un affascinante itinerario attraverso le molte anime di Antigone e le sue riletture moderne, mostrando come il mito continui a trasformarsi e a interrogare il nostro tempo.
Il percorso è iniziato dalla tragedia di Sofocle, con la sua Antigone “indomita nell’aderire a leggi non scritte e immutabili rivendicandone il valore sommo”, ma anche con quei “versi enigmatici che mostrano l’archeologia di un sentimento: l’amore fraterno”.
La riflessione è poi approdata alla riscrittura di Jean Anouilh, dove, come ha osservato la relatrice, “Antigone è in bilico tra forti idealità e una giovinezza adolescenziale, tra pulsione di morte e vitalismo”.
Da lì, la lezione poetica di Yannis Ritsos ha aperto uno sguardo nuovo attraverso la voce di Ismene, riscrivendo spazio e tempo in una dimensione lirica e profondamente umana.
Particolarmente intensa la lettura contemporanea proposta da Valeria Parrella. “La sua Antigone – ha spiegato Norcia – ci conduce in un ospedale dove l’insepolto Polinice è un uomo in coma da anni legato a una macchina che lo tiene in vita, trasformando l’antico tema della sepoltura in una riflessione sull’eutanasia”.
Il viaggio si è concluso con Marguerite Yourcenar e i suoi Fuochi, opera giovanile in cui “il pendolo del mondo è il cuore di Antigone”.
“La nostra storia con Antigone – ha concluso Giusi Norcia – è sempre un richiamo a incarnare il mito, a farne vita, esperienza autentica”.
A dare ulteriore intensità alla serata è stata l’attrice Giulia Acquasana, che con partecipazione e sensibilità interpretativa ha dato voce ai brani delle diverse Antigoni attraversate durante il convegno, restituendo al pubblico tutta la forza poetica e teatrale delle riletture proposte.
L’evento ha registrato una partecipazione numerosa e attenta, confermando quanto i grandi miti classici continuino a rappresentare uno strumento prezioso per leggere il presente, le sue tensioni etiche e i conflitti dell’animo umano.
